Anni addietro si era arrivati anche a 50 unità, ora le persone impegnate sono 20 di cui 10 per il 118. E allora visti i numeri non proprio confortanti soprattutto per garantire un futuro, dall’associazione Volontari Marmilla di Mogoro, al servizio non solo del paese ma di tutto il territorio, parte  l’S.O.S all’impegno e  alla collaborazione attiva da parte di nuove persone.

Nata nel 1992 e da oltre trent’anni punto di riferimento per un’area vasta e tanti paesi, gli attuali responsabili   lanciano  un appello affinché arrivino forze fresche   per poter continuare a garantire servizi essenziali. Il sodalizio garantisce d’altronde una serie di servizi davvero importanti.  Assicura infatti  ogni giorno il trasporto sanitario di persone disabili o anziane per ricoveri, dialisi, visite, dimissioni, riabilitazioni e trasferimenti tra strutture, oltre a svolgere un ruolo fondamentale di emergenza del 118.

Oggi però i numeri non bastano più. «Sulla carta siamo circa trenta - spiega il presidente Francesco Cancedda - ma operativi  molto meno della metà, e per le esigenze  che ci sono  è dura andare avanti». Da qui  l’invito alla  popolazione. La richiesta è chiara: servono altri volontari, soprattutto giovani, perché per guidare l’ambulanza del 118 non si possono superare i 70 anni. Ma c’è spazio anche per chi è appena andato in pensione e ha tempo da dedicare agli altri. «Più siamo, meglio è – sottolinea il presidente – perché ci chiamano da diverse zone limitrofe e noi non vogliamo dire no a nessuno». 

L’associazione è pronta a formare gratuitamente chiunque voglia mettersi in gioco. «Per avere informazioni su cosa fa un volontario – aggiunge il presidente – i cittadini possono trovarci nella nostra sede di via Velio Spano. Un invito aperto a tutta la comunità, perché senza nuovi volontari un servizio prezioso rischia di non poter più rispondere ai bisogni del territorio, considerato che le richieste e il lavoro nel tempo sono aumentati in maniera esponenziale arrivando a 400 interventi all’anno. E in una zona interna con una popolazione dall’età media molto elevata - osserva il presidente Cancedda - è superfluo sottolineare come intervenire in maniera veloce sia determinante per salvare tante vite umane».   

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