Questa sera, sabato 1 agosto alle 19, tra le vigne di Marrubiu, la Cantina Quartomoro apre le sue porte non solo agli appassionati di vino, ma anche a chi ama la buona letteratura. È qui che va in scena l’ultimo capitolo di “Donne, Vino e Cibo”, la rassegna promossa da Le Donne del Vino Sardegna all’interno dell’XI edizione del festival Street Books, sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna.

L’idea alla base dell’iniziativa è di portare la letteratura fuori dalle sale convenzionali e farla dialogare con i luoghi dove il territorio si racconta da sé, attraverso il lavoro quotidiano di chi lo abita e lo coltiva. Il vino, in questo senso, diventa un linguaggio culturale a tutti gli effetti, capace di intrecciarsi con la cucina e con la scrittura in un unico racconto corale. «Aprire la cantina a una sera di libri e di parole per noi non è una parentesi, ma il senso stesso di quello che facciamo ogni giorno», racconta Luciana Baso, della Cantina Quartomoro e vice delegata regionale de Le Donne del Vino Sardegna. «Il vino nasce dalla terra, ma prende forma nelle storie di chi lo produce e di chi lo beve. Ospitare Laura Donadoni e le altre protagoniste di questa giornata significa restituire alla cantina il suo ruolo più autentico, quello di luogo di incontro, non solo di produzione».

Al centro della serata, la presentazione di “Basta una goccia”, l’ultimo libro di Laura Donadoni, giornalista, wine educator e divulgatrice, pubblicato da Slow Food Editore. Il volume raccoglie le storie di donne che hanno saputo trasformare la propria professione in uno strumento di cambiamento, e allo stesso tempo racconta il percorso della stessa autrice, che negli anni ha scelto di dare sempre più spazio alle persone, alle loro emozioni, ai loro percorsi di vita prima ancora che al prodotto che rappresentano. A moderare l’incontro sarà Cristina Mamusa, vice delegata regionale de Le Donne del Vino Sardegna e fondatrice del progetto Le Strade del Gusto. Accanto a lei, in dialogo con Laura Donadoni, ci sarà Marina Ravarotto, executive chef del ristorante Chiaro Scuro e una delle protagoniste delle storie raccolte nel libro. Il confronto tra le due sarà l’occasione per approfondire il legame profondo tra cucina, vino e identità locale, mostrando come le esperienze professionali possano trasformarsi in vere e proprie narrazioni del paesaggio e delle comunità che lo abitano.

“Donne, Vino e Cibo” in questi mesi ha attraversato l’isola intrecciando cultura enologica, gastronomia e letteratura. La tappa di Marrubiu segna questa sera l’atto conclusivo di una riflessione nella quale le aziende vitivinicole si trasformano in presìdi culturali, spazi aperti al territorio dove il vino dialoga con il dibattito e la memoria dei luoghi. A confermarlo è la partecipazione: oltre 60 persone attese, in gran parte giovani ventenni. «È il segnale che stavamo cercando», conclude Baso. «È molto importante per noi trasmettere il messaggio che il vino sia un prodotto da scoprire e da assaporare, e non semplicemente da consumare. Attraverso incontri come questo vogliamo diffondere una cultura dell’uso responsabile delle bevande alcoliche, avvicinando soprattutto i più giovani a un approccio consapevole e attento al vino».

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