Via libera del Consiglio comunale di Oristano alle nuove regole sulla videosorveglianza. Con 16 voti favorevoli e 6 astensioni, l’Aula ha approvato le modifiche al testo del 2019, aprendo la strada a un utilizzo più ampio delle nuove tecnologie per il controllo del territorio. Un aggiornamento che arriva mentre continuano a ripetersi episodi di vandalismo e danneggiamenti, soprattutto al Centro intermodale, finito più volte nel mirino di atti di inciviltà.

Presentando il provvedimento, il sindaco Massimiliano Sanna ha spiegato che «l’utilizzo di nuove tecnologie rispetto al passato richiede aggiornamenti costanti anche degli strumenti regolamentari». «Privacy e sicurezza non devono essere visti come diritti contrapposti, ma come principi che un’amministrazione moderna ha il dovere di garantire simultaneamente», ha aggiunto.  

Le novità consentiranno l’impiego di bodycam, dashcam, fototrappole e, nei casi previsti dalla normativa, anche di droni. Le telecamere potranno inoltre essere utilizzate per contrastare l’abbandono dei rifiuti (principale spina nel fianco dell'Amministrazione), accertare illeciti amministrativi e supportare i controlli sul Codice della strada.  

Il dibattito in aula ha fatto emergere posizioni diverse. «È strano come la città più sicura d’Italia abbia bisogno di quasi 200 telecamere nel territorio», ha osservato il consigliere Francesco Federico. Di diverso avviso Antonio Iatalese: «Le telecamere ci consentono di sanzionare chi commette fatti deprecabili ma non ci consentono di prevenirli», ricordando che «è necessaria l’educazione, intervenire nel sociale».

Intanto, come evidenziato dal presidente della commissione Davide Tatti, con tre progetti già finanziati la rete comunale passerà dalle attuali 160 a circa 180 telecamere.  

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