Il paesaggio e l'ambiente di Casteddu Etzu sta risorgendo gradualmente, grazie alla riforestazione e rigenerazione del progetto Mosaico Verde, sovvenzionato dalla Cassa  di Sovvenzioni e Risparmio fra il personale della Banca d’Italia (CSR), con lavori eseguiti dai volontari dall'Associazione Montiferru, e il sostegno di  AzzeroCO₂ e Legambiente.  

Un ettaro di territorio  devastato dagli incendi del 2021 è stato messo in sicurezza con la rimozione degli alberi danneggiati, la pulizia delle zone bruciate e la cippatura del materiale vegetale recuperato, trasformato in compost naturale. Particolare cura è stata dedicata alla salvaguardia delle piante sopravvissute alle fiamme, testimonianza della resilienza dell'ecosistema.  500 giovani piante di specie autoctone sono state messe a dimora, tra cui corbezzolo, fillirea, castagno e ciliegio, scelte per la loro capacità di adattamento al contesto locale e per il ruolo che possono svolgere nel favorire la rinnovazione spontanea del bosco. Nel medio-lungo periodo, si punta infatti a trasformare l'area in un'isola di disseminazione naturale, da cui i semi potranno diffondersi contribuendo alla rinaturalizzazione del luogo anche oltre i confini del progetto.

«L'intervento realizzato a Casteddu Etzu è un ulteriore passo avanti per la rinascita del Montiferru - commenta Elena Piazza, Responsabile progetti forestazione di AzzeroCO2. Agire per la tutela di un'area così duramente colpita vuol dire, oltre che ripristinare la copertura vegetale, rafforzare i processi naturali di rinnovamento autonomo, così che la stessa possa tornare a garantire pienamente i propri servizi ecosistemici. Un risultato reso possibile dal sostegno della Cassa di Sovvenzioni e Risparmio fra il personale della Banca d'Italia e dalla collaborazione con l'Associazione Montiferru. Progetti come questo dimostrano quanto sia importante investire nella rigenerazione delle aree più fragili del Mediterraneo, sempre più esposte a incendi, siccità e dissesto idrogeologico, perché la salute di questi habitat è direttamente collegata alla sicurezza delle comunità che li abitano». 

Il sindaco Andrea Loche, soddisfatto dell'intervento:  «Ringrazio a nome di tutta la comunità i finanziatori, che hanno permesso il recupero dell’area di Casteddu Etzu, e i volontari dell’Associazione Montiferru per gli interventi di ripristino portati avanti nel sito, tra preparazione del fondo, messa a dimora delle piante e soccorso idrico. I cambiamenti climatici si sono sommati ai danni causati dagli incendi, hanno messo ancora più in evidenza la necessità di avere sul territorio progetti capaci di assicurare le necessarie attenzioni e cure al patrimonio ambientale, soprattutto nelle fasi di ricostituzione del patrimonio boschivo e olivicolo, ma anche in quelle di prevenzione e messa in sicurezza di determinati versanti. Ecco che la collaborazione tra istituzioni e cittadini diventa l’azione migliore per un buon governo del territorio».

«Il recupero dell'ambiente e paesaggio dell'area devastata dalle fiamme significa fare l’investimento migliore per il futuro dei nostri giovani e delle nostre comunità. Grazie al contributo della Cassa di Sovvenzioni e Risparmio fra il personale della Banca d'Italia (CSR), che oggi ci sono venuti a trovare in delegazione per visitare il sito di Casteddu Etzu, abbiamo fatto in modo che un luogo simbolo per la storia del Montiferru muovesse i primi passi, quelli determinanti, sulla strada della rigenerazione e del recupero ambientale. Un cammino lungo, che con l’aiuto della natura siamo certi riporterà la bellezza in una valle che cinque anni fa ha conosciuto solo devastazione e tristezza», sottolinea il presidente dell’Associazione Montiferru, Pier Paolo Arca. 

Parallelamente alle attività di irrigazione, i volontari dell'Associazione hanno effettuato un costante lavoro di pulizia del sito, fondamentale sia per favorire la crescita delle piante sia come misura di prevenzione antincendio. La rimozione periodica di sterpaglie, residui vegetali secchi e materiale infiammabile contribuisce infatti a ridurre il carico di combustibile presente nell'area, contenendo il rischio di nuovi inneschi e proteggendo così gli sforzi compiuti in questi mesi.

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