Dalla finestra di casa continua a osservare il mondo che passa. Lo fa ogni giorno, con il giornale tra le mani e la stessa curiosità che lo accompagna da un secolo. Francesco Bianchina ha compiuto cento anni e Oristano ha celebrato uno dei suoi cittadini più conosciuti e stimati.

Socio vivente più anziano della Società Operaia di Mutuo Soccorso, Bianchina è una vera memoria storica della città. Una vita lunga, intensa e segnata da un episodio che ne cambiò per sempre il destino. Nel 1944, a soli 18 anni, mentre prestava servizio nella Regia Marina, notò una mina che metteva in pericolo diverse persone. Non si tirò indietro: intervenne per allontanarla e salvò delle vite, ma perse parte di un braccio. Un gesto di straordinario coraggio che gli valse importanti riconoscimenti, dalla Croce al Merito di Guerra al titolo di Ufficiale al Merito della Repubblica.

Quella menomazione non gli impedì di diventare protagonista della vita pubblica e sociale oristanese. Insegnante nelle scuole carcerarie, sindacalista, amministratore di enti e associazioni, promotore di attività culturali e sportive, ha dedicato decenni al servizio della comunità. E non ha mai smesso di coltivare le sue passioni: le parole crociate, i libri e la scrittura, tanto da raccogliere la propria storia in un’autobiografia.

Oggi vive da solo e si avvale dell’aiuto di una sedia a rotelle, perché gli anni si fanno sentire soprattutto sulle gambe. La mente, però, è ancora lucidissima. Ogni mattina legge il giornale, segue l’attualità e si sistema accanto alla finestra da cui saluta amici, conoscenti e passanti.

Per lui è stata una giornata speciale, scandita da visite, auguri e attestati di stima. Prima l’omaggio della Società Operaia di Mutuo Soccorso, poi la festa in famiglia accanto al fratello minore Bruno, ai nipoti e ai pronipoti. A rendergli omaggio anche il sindaco Massimiliano Sanna e i rappresentanti delle associazioni dei Marinai d’Italia e dei Combattenti e Reduci.

 

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