Il segreto per arrivare fin qui? «Non litigare, cercare di stare sereni e di vivere in pace con tutti». Sono le parole di Maria Rosa Coa, la nonnina del paese che abita a pochi metri di distanza dallo stagno di Cabras e che due giorni fa ha spento 102 candeline, circondata da tutta la sua famiglia. Ora è la cittadina più anziana del paese dopo la morte, lo scorso luglio, di Maria Filomena Sanna, all'età di 106 anni. Maria Rosa Coa, vedova da sei anni, era sposata con Costantino Camedda. Dal loro grande amore sono nati tre figli: Marco, Giovanna e Gabriella. «I miei angeli – dice commossa dal suo salone di casa – Sono loro la mia forza, se sono riuscita ad arrivare fino a quest'età è grazie al loro amore. Sono tutta la mia vita». Maria Rosa Coa ha vissuto una vita tra la campagna e casa: «Perché quello si faceva – racconta – Ed eravamo felici. Non ci mancava nulla. Ora i tempi sono cambiati. Ci sono tanti sprechi e malumori inutili che fanno male». La nonnina del paese è in perfetta forma. Legge ancora i giornali e guarda la televisione perché vuole essere aggiornata su tutto: «Troppe guerre però – dice – Non si sente altro. Che tristezza. Dopo il telegiornale bevo la mia tazza di latte e vado a dormire. Per poi ricominciare una nuova giornata alle sei del mattino». La centenaria ama ancora cucire e ciò che nasce dalle sue mani viene spesso donato: «A chi voglio io però – spiega con fermezza – In mio ricordo». E se qualcuno le chiede cosa ha mangiato per una vita intera, lei è chiara: «Solo cibi sani e frutta e verdura coltivati da noi. Poi tanto pesce, legumi e formaggi che ho sempre fatto in casa. I miei figli purtroppo non mi fanno cucinare più. Eppure a me piacerebbe fare almeno un sughetto per la pasta, ma pazienza. Per me ci pensano loro». Maria Rosa Coa esce di casa ogni settimana: «Per andare a casa dei miei figli, non di certo per andare a ballare - dice, scherzando - A settembre non sono mancata nemmeno al matrimonio di mio nipote». Ci tiene a raccontare un altro fatto: «Non sono mai stata ricoverata in ospedale. Sembra strano ma è così. Gesù mi ha permesso di avere la salute, perché lui decide per tutti noi». 

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