Bosa, la consigliera Cacciapaglia: «Gli allagamenti urbani sono un problema sempre più pressante»
Particolarmente critica la valutazione sulle valvole di non ritorno previste agli sbocchi dei canaliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Sulle opere idrauliche in corso di realizzazione, interviene la consigliera comunale di opposizione Cristiana Cacciapaglia, componente del comitato “Non Ti Temo”, che da tempo segue con attenzione e contesta gli interventi previsti per la sicurezza idraulica della città e lo fa richiamando l'attenzione sugli effetti del maltempo che ha interessato il territorio nei giorni scorsi.
«A tre giorni dalla nostra assemblea, il temporale di martedì pomeriggio ci ricorda che a Bosa l'acqua non arriva solo dal Temo, anzi. Da decenni gli allagamenti urbani sono un problema sempre più pressante e pericoloso», osserva Cacciapaglia. Secondo l'esponente dell'opposizione, le opere attualmente in fase di realizzazione sarebbero concentrate prevalentemente sulla difesa dalle piene del fiume, lasciando invece in secondo piano altre criticità.
«Le opere oggi in corso si concentrano sulla difesa dal fiume ignorando il drenaggio urbano e le acque che scendono dai versanti», sostiene. Particolarmente critica la valutazione sulle valvole di non ritorno previste agli sbocchi dei canali. «Con le valvole di non ritorno agli sbocchi dei canali previste dalle opere - sottolinea - il rischio è che Bosa diventi la vasca di raccolta delle acque che non riescono a raggiungere il fiume», afferma.
Da qui la domanda finale lanciata dalla consigliera e dal comitato: «A questo punto dobbiamo chiederci se siano davvero opere di difesa o se, in questo scenario, non si configurino piuttosto come opere di “offesa idraulica”». Una posizione che riaccende il dibattito cittadino sugli interventi in corso e sulla loro capacità di rispondere in maniera complessiva alle problematiche idrauliche del territorio.
