22 ottobre 2009 alle 17:33aggiornato il 22 ottobre 2009 alle 17:33
Oristano, operazione della GdfMaxievasione fiscale di 3,5 milioni
Un raffinato meccanismo di ingegneria fiscale e societaria ha permesso al coordinatore di un'operazione immobiliare di pagare solo 168 euro di tasse invece che 3,5 milioni, su un guadagno di ottoDietro il trasferimento dei terreni in agro di Bosa sui quali si sta realizzando il più significativo insediamento turistico della provincia di Oristano è stato messo in atto un complesso e raffinato meccanismo di ingegneria fiscale e societaria che ha permesso al coordinatore dell'operazione di pagare solo 168 euro di tasse invece che 3,5 milioni, su un guadagno di otto milioni di euroLo ha scoperto la Compagnia della Guardia di Finanza di Oristano che ha concluso l'indagine durata sei mesi con la denuncia del responsabile per evasione fiscale. I particolari dell'operazione sono stati resi noti dal comandante provinciale delle Fiamme Gialle, ten. col. Anselmo Mocci, in una conferenza stampa durante la quale non sono stati fatti i nomi nè delle persone denunciate nè della società, una multinazionale della penisola, che sta realizzando il progetto di insediamento turistico. La denuncia riguarda, comunque, un dipendente pubblico che in passato è stato amministratore di un Comune dell'oristanese. Secondo la ricostruzione delle Fiamme Gialle fu lui a coordinare l'operazione che portò alla vendita dei terreni sui quali doveva essere realizzato il progetto. Per questa attività di mediazione, secondo i finanziaeri, gli fu riconosciuto un corrispettivo di otto milioni di euro sui 16 totali dell'operazione. La tassazione fu evitata grazie all'intervento di un "fiscalista creativo", anch'egli segnalato all'autorità giudiziaria, che attraverso una serie di operazioni formalmente legittime portò invece alla maxievasione fiscale contestata dalle Fiamme Gialle, sulla base di un principio, oggetto anche di una recente sentenza della Corte di Cassazione, che è stato applicato per la prima volta in Sardegna. L'intera indagine è stata coordnata dalla Procura della Repubblica di Oristano che ha anche chiesto e ottenuto dal Giudice per le indagini preliminari il sequestro di 3,5 milioni di euro sui conti della persona denunciata.
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