Oristano, dopo oltre trent'annila "Lavos" minaccia la chiusura
Una questione di principio per una vicenda che risale al 13 aprile di due anni fa. Un volontario stava riportando all'ospedale di Oristano un paziente dopo un intervento chirurgico eseguito al Brotzu di Cagliari. Respinti tutti i ricorsi. La solidarietà dei colleghi: parcheggiamo le ambulanzePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Gli autisti di un'associazione di volontariato impegnati nei servizi del 118 in provincia di Oristano sono pronti a consegnare le loro patenti al prefetto e lasciare ferme le ambulanze nel garage se non sarà ritirata la sanzione inflitta a una di loro (ritiro della patente per un mese) per aver superato i limiti di velocità con l'ambulanza. L'episodio risale al 13 aprile 2007, quando la volontaria stava riportando a Oristano un paziente che aveva subito un delicato intervento chirurgico al cuore nell'ospedale Brotzu di Cagliari. Poco dopo la partenza, il paziente aveva avuto un malore e il medico a bordo le aveva chiesto di accelerare.
LA VICENDA. Quel giorno, sulla Statale 131 era in funzione l'autovelox dei Vigili urbani di Nuraminis, che rilevò una velocità di 95 kmh a fronte del limite di 50 in quel tratto. Qualche tempo dopo arrivò la multa e la volontaria presentò ricorso al prefetto, poi respinto. Anche il giudice di pace le ha dato torto e si attende la decisione del Tribunale di Cagliari (il 18 dicembre la prima udienza). La Lavos (questo il nome) è un'associazione nata una trentina di anni fa ed è stata la prima in provincia di Oristano a mettere gratuitamente a disposizione un' ambulanza, impegnata ora nei servizi del 118 con una convenzione per trasportare malati dell'ospedale di Oristano presso altre strutture sanitarie. "E' quello che stava facendo - spiega il vicepresidente, Gianmario Cabitza - la collega, rendendo cioè un servizio per salvare chi è in pericolo di vita".