"La Sardegna non ha meno soldi delle Marche eppure lì non troverete nessun sindaco che si piange addosso. Ad Ancona, per esempio, come a Bologna, è stato creato una sistema di protezione civile con una sala operativa dove 24 ore su 24, ogni giorno dell'anno, a turno sono impegnati tutte le componenti istituzionali del sistema". Un modello romano che il sottosegretario ha sollecitato al governatore Ugo Cappellacci. "Diamo tempo al presidente della Regione sarda di organizzarsi al meglio". Ma ha anche aggiunto -non deve delegare all'assessore come mi risulta abbia fatto. Se vuole un sistema efficiente e immediato la responsabilità e la gestione devono restare direttamente nelle sue mai". Più che un semplice consiglio, quello lanciato dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dai microfoni del Garau, davanti a centinaia di volontari e operatori del soccorso arrivati da ogni parte dell'Isola. "Non è possibile che in Sardegna si possano verificare anomalie e contraddizioni come quelle avvenute a dicembre del 2004 in occasione dell'alluvione a Villagrande Strisaili, per citare uno fra tanti esempi. Un funzionario della regione venne avvisato da una telefonata da Roma su quanto stava avvenendo nell'isola. Ecco perché Cappellacci deve al più presto riorganizzare il sistema con una struttura alla sue dirette dipendenze che sia cabina di regia e torre di avvistamento". Insomma una nuova era per la macchina sarda della prevenzione e dei soccorsi. "E' una questione di cultura e di formazione. Il resto sono solo chiacchiere".
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