Senza il "contributo di funzionamento" della Regione, l'Unione Italiana Ciechi di Oristano dovrà licenziare le sue due impiegate e chiudere gli uffici di via Michele Pira. A lanciare il grido d'allarme per un taglio che lascerebbe senza servizi e senza assistenza i mille e forse più ciechi e ipovedenti dell'oristanese (ma il discorso vale per tutta la Sardegna) è il presidente dell'Unione Ciechi Aldo Zaru. Il suo appello è stato già raccolto dalla Provincia, che proprio stamattina ha inviato una lettera all'assessore regionale ai Servizi sociali Antonello Liori, chiedendo che il contributo dovuto all'Uic di Oristano (poco più di 80 mila euro) venga liquidato con la massima urgenza per garantire il servizio svolto dall'associazione nei confronti dei propri assistiti. A livello regionale, l'ammontare del contributo annuo per tutte le sezioni dell'Uic è di circa 350 mila. "In un primo momento - spiega Zaru - la Regione aveva annunciato un taglio del 30 per cento sul contributo annuale, poi ha detto che non solo non è in grado di rispettare i tempi di erogazione del passato, ma non può neanche garantire che prima o poi il contributo sarà comunque pagato". Il presidente dell'associazione non ci sta. "La Regione non può tirarsi indietro e negare i soldi per aiutare questa gente", incalza Zaru ricordando che l'erogazione del contributo di funzionamento è previsto da una legge del 1968.
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