Il viaggio di Benja, alla ricerca del suo futuro: lavora come cameriere sognando il calcio
A 17 anni ha lasciato la sua famiglia in Argentina ed è arrivato in Ogliastra in cerca di nuovi stimoliPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A 17 anni lascia il Chaco argentino e la sua famiglia per attraversare l’oceano e arrivare in Sardegna. Una valigia e un pallone per una vita nuova. Dopo le scuole superiori non vuole proseguire gli studi universitari, davanti vede un destino già scritto nella sua città ma non gli basta. Cerca nuovi stimoli, vuole crescere, così coglie l’opportunità offerta dal suo allenatore e parte. Dopo qualche tappa in giro per l’Isola, decide di fermarsi in Ogliastra e arriva a Baunei nel 2025, con un sogno che coltiva da quando è un bambino: fare del calcio la sua vita.
Benjamin Bondar, per tutti solo Benja, nasce a Barranqueras nel 2007, è sua madre che lo manda ai primi allenamenti per aiutarlo a socializzare con gli altri bambini. «Ho passato la mia infanzia per la maggior parte del tempo con mamma e mia sorella, ero sempre con le donne – ricorda – e mi sono avvicinato al pallone per fare amicizia con i compagni, non avrei mai immaginato che sarebbe diventata una passione così grande».
Suo nonno, un tempo calciatore e allenatore, lo accompagna a tutti gli allenamenti e qualche volta si trasforma nel suo allenatore personale. Da allora Benja non ha più smesso di inseguire quel sogno. Il suo idolo, naturalmente, è Messi. «Sono partito perché in Argentina avrei avuto meno opportunità di crescere – prosegue -, ho fiducia nel tempo, nel fatto che piano piano crescerò e il mio sogno di fare carriera prenderà forma. Sono qui, ed è già qualcosa, penso positivo, so che sto facendo quello che posso con quello che ho e me la sto cavando da solo».
Intanto ha avuto il coraggio di provarci. E nel frattempo cresce davvero, perché oggi non è più il ragazzino arrivato a 17 anni. Dopo notti insonni disturbate dai pensieri e la nostalgia, ha trovato un lavoro come cameriere, ha imparato la lingua, si allena, ha imparato a stare da solo, a vincere la solitudine e a gestire la distanza dalla sua famiglia.
«L’Ogliastra è diventata il luogo che ha cambiato la mia mente, il mio modo di stare al mondo – spiega – e presto, sbrigata la burocrazia, i miei genitori mi raggiungeranno per provare insieme ad iniziare una nuova vita qui». Benja proviene da una città caotica, in cui la delinquenza fa parte della quotidianità, per questo apprezza il nostro territorio tranquillo e c’è un bellissimo paradosso: lui è venuto qui per trovare un’opportunità, mentre chi vive qui pensa di non averne abbastanza. «Basta spostare la prospettiva – dice – e tutto cambia. Voi vedete un piccolo paese, una realtà periferica, mentre i miei occhi vedono sicurezza, tranquillità, una possibilità». Non sa ancora dove lo porterà il calcio, in futuro. Forse un giorno vivrà in un'altra città, forse in un altro Paese. Oggi ricomincia da qui, si allena con la Baunese e la sua base è l'Ogliastra. Il sogno è ancora lontano, ma Benja ha già fatto la cosa più difficile: ha avuto il coraggio di andare a cercarlo, senza accontentarsi di una strada già tracciata.
