Sorgono, presidio notturno contro i disservizi al San Camillo
Il Comitato Sos: «Quello dei medici gettonisti un dramma annunciato»Il caldo torrido della serata non ha fermato la chiamata all’appello del Comitato Sos, con decine di cittadini e amministratori a partecipare al presidio straordinario all’ospedale San Camillo di Sorgono.
Una manifestazione, quella promossa dagli attivisti della Barbagia-Mandrolisai, per evidenziare le criticità del pronto soccorso, dallo scorso mercoledì sguarnito di medici, dopo la fine del contratto dei gettonisti.
E se da un lato prosegue l’impegno di Asl 3 e Ares per individuare degli specialisti disponibili a coprire i turni nel presidio, d’altro lato non si fermano le criticità con tre soli medici a garantire la copertura del servizio.
Non ci stanno attivisti, sindaci e pazienti fragili che, già dal pomeriggio si sono ritrovati davanti al nosocomio, dove dalle 21 è in corso la grande mobilitazione. Diversi gli interventi, per quella che si preannuncia una battaglia senza sosta: «Abbiamo scelto di incontrarci in un presidio notturno, anche perché su questa vertenza non ci dormiamo la notte», hanno detto da Sos. Per poi aggiungere: «Non si può vivere in un contesto del genere, dove la medicina territoriale è praticamente assente».
Un dramma ormai annunciato secondo il Comitato, che sul caos gettonisti ha rilanciato: «Si sta tamponando la falla con i medici in regime di incarico temporaneo che però garantiscono un servizio ridotto, sia come ore giornaliere (generalmente dalle 9 alle 13), sia come numero di giorni in presenza per settimana».
E fra guardie mediche e pediatri assenti, da Sos non è mancato l'accento ad un'ospedale da valorizzare e tutelare: «Sono quattordici i paesi che fanno riferimento al San Camillo fra Barbagia-Mandrolisai e Barigadu e tutti meritano rispetto» hanno detto i promotori del sit-in.
Da qui l'accento alle ulteriori criticità del pronto soccorso: «Non esiste una programmazione, si va avanti con un calendario giornaliero: oggi aperto, domani non si sa! Cosa potrebbe accadere se uno dei pochi medici in forze andasse in ferie?».
E fra rimandi ad «una politica inesistente e a mancanza di risposte da parte della Presidente Todde sulla soluzione dei medici cubani» da Sos non è mancato l'accorato appello: «Aspettiamo che l'Assessore riferisca in merito e ci indichi quali soluzioni intenda adottare affinché il San Camillo sopravviva e garantisca un'assistenza degna di questo territorio».