La graduatoria della commissione tecnica dell’Ares parlava chiaro: non idonei per il servizio di guardia attiva per i codici maggiori. Eppure avevano operato nei Pronto soccorso sardi, anche al San Francesco di Nuoro.

Quella storia era finita in quattro video denuncia con migliaia di visualizzazioni, pubblicati dall’ex parlamentare Mara Lapia sui social, che era stata querelata per diffamazione. I medici non idonei avevano chiesto al Tribunale di rimuovere i contenuti dal web perché ledevano la loro immagine. Ma per il giudice Denise Ecca «si esercitava il diritto di critica, su una questione di interesse pubblico legato alla tutela della salute e alla gestione del denaro pubblico. Video con veridicità delle affermazioni supportata dalla documentazione».

Elementi portati ieri anche in aula davanti al Gup del Tribunale di Nuoro, Mauro Pusceddu, dagli avvocati Pietro e Mario Silvestro Pittalis che difendono la Lapia, nell’udienza di opposizione alla richiesta di archiviazione per diffamazione. Al termine dell’udienza, il giudice si è riservato la decisione.

A sostegno della propria posizione, la difesa di Lapia ha richiamato l’ordinanza del Tribunale civile di Nuoro, che ha respinto la richiesta di Fernando René Benitez, German Gustavo Galvez e Agostina Cogliano di ottenere la rimozione dei quattro video pubblicati su Facebook e Instagram.

Il Tribunale ha riconosciuto la rilevanza pubblica della vicenda rilevando anche che le valutazioni negative espresse dalla commissione tecnica erano documentate.

Fabio Ledda

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