Cannabis modificata per diventare droga pesante: 700 chili sotto sequestro, un arresto a Sarule
Scoperte due coltivazioni con migliaia di piantePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Uno dei tre campioni di sostanza stupefacente sottoposti ad analisi dalla Polizia Scientifica è risultato positivo all’MDMB-PINACA, un cannabinoide sintetico considerato altamente pericoloso e inserito tra le cosiddette droghe pesanti.
È questo uno degli elementi emersi nell’ambito dell’operazione antidroga condotta dalla Polizia nelle campagne di Sarule, che ha portato all’arresto di un trentunenne del paese e al sequestro di centinaia di chilogrammi di cannabis.
L’attività è stata eseguita dagli agenti del Commissariato di Ottana venerdì scorso nel corso dei servizi predisposti dal Questore di Nuoro per il contrasto al traffico di sostanze stupefacenti. Al termine delle indagini, gli agenti hanno rinvenuto circa 680 chilogrammi di cannabis e individuato due coltivazioni. Tra queste figura una piantagione composta da circa 6mila piantine di canapa sativa appena messe a dimora e alte pochi centimetri. Secondo quanto riferito dalla Polizia, una parte dello stupefacente sequestrato sarebbe stata trattata con MDMB-PINACA.
Il Dipartimento per le Politiche contro la droga e le altre dipendenze indica questa sostanza tra i cannabinoidi sintetici capaci di provocare effetti quali stato confusionale, allucinazioni e profonda sedazione. Per la vicenda è stato arrestato un 31enne, comparso ieri davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Nuoro Giovanni Angelicchio per l’udienza di convalida dell’arresto. Assistito dagli avvocati Giuseppe Putzu e Margherita Baragliu, l’indagato ha sostenuto che il principio attivo contenuto nelle piantine sequestrate sarebbe risultato inferiore alla soglia dello 0,6 per cento prevista dalla normativa per la canapa sativa. Al termine dell’udienza il Gip Angelicchio ha convalidato l’arresto e confermato la misura cautelare degli arresti domiciliari.
Il procedimento è coordinato dal pubblico ministero Sandra Maria Benedetta Picicuto.
Le indagini proseguono per definire tutti gli aspetti della vicenda e accertare la natura della sostanza sequestrata, la provenienza del cannabinoide sintetico e la destinazione della coltivazione rinvenuta nelle campagne del paese.
