Una delle ragazze era incinta di otto mesi, eppure la sua agendina degli appuntamenti non sfigurava per niente rispetto al ruolino di marcia delle colleghe. Nel mini appartamento al piano terra della palazzina in via Donatori di Sangue, quartiere Nuraghe a Nuoro, era continuo il viavai di uomini, giovani e vecchi, professionisti e pastori. «Dalla mattina presto alla sera tardi», sibila una signora residente nel rione.

IL BLITZ Era una casa di appuntamenti in piena regola, quella dove venerdì mattina i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Nuoro, hanno fatto irruzione dopo due mesi di appostamenti e indagini. Due donne dominicane, che si sono rese irreperibili, sono state denunciate per sfruttamento della prostituzione, mentre le ragazze - tutte con permesso di soggiorno regolare - sono state accompagnate in un istituto. Le donne, tra i 21 e i 40 anni, sono della stessa nazionalità delle maitresse, esclusa la giovane incinta, 36 anni, colombiana.

L'ORGANIZZAZIONE Il piccolo appartamento era stato preso in affitto lo scorso luglio da una dominicana di 45 anni. Un regolare contratto, peccato che la donna - con la complicità di una connazionale ventunenne che reclutava le prostitute - volesse fare di quelle due stanze un'alcova del sesso a pagamento. Così, nel giro di pochi giorni, il bilocale in via Donatori di Sangue è diventato il paradiso dell'amore per frotte di uomini disposti a pagare anche cento euro per un'ora di coccole.

Nei cinquanta metri quadri della casa di appuntamenti, per la verità, si stava un po' stretti, visto che - per ogni turno - ci lavoravano in quattro; ma la maitresse veniva incontro alle esigenze della clientela garantendo il continuo ricambio delle ragazze, sempre nuove, sempre più belle, per tutti i gusti.

L'ADESCAMENTO Ciascuna doveva versare alla padrona un mensile di 250 euro per l'affitto e altri 250 di fisso per le prestazioni; ma c'era anche un extra, una cifra legata al numero di clienti e di appuntamenti. La maitresse passava a ritirare i soldi ogni quindici giorni: apriva la porta con la sua chiave e prendeva le buste che le venivano lasciate sotto la tovaglia del tavolo del soggiorno. Quanto all'adescamento dei clienti, il sistema era quello collaudato dell'annuncio sul giornale, inserzioni del tipo: «Prima volta a Nuoro, bellissima stupenda quinta misura...», corredate di numero di cellulare. Ogni ragazza aveva un telefonino a disposizione, apparecchio di servizio messo a disposizione dalla maitresse assieme alle agendine per segnare gli appuntamenti e alle confezioni di profilattici. Ai primi di luglio i cellulari delle signorine hanno cominciato a trillare senza sosta, con la conseguente visita di clienti a tutte le ore del giorno e della notte: un movimento che, a un certo punto, è finito sotto lo sguardo degli uomini dell'Arma che hanno cominciato gli appostamenti.

Il giro è stato ben presto confermato anche dai residenti nella via, la strada più importante del popoloso quartiere del Nuraghe. L'altro ieri il blitz dei militari che, tra i sospiri di sollievo di tutto il vicinato e il dispiacere di un'affezionata clientela di tutta la provincia, hanno apposto i sigilli alla casa di appuntamenti.

PIERA SERUSI
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