Presidi con organici insufficienti, turni di lavoro raddoppiati d’estate e porto dell’Isola Bianca di fatto privo di una presenza permanente della Polizia di Stato. La condizione della Polizia di Frontiera nel Nord Sardegna è estremamente difficile ed è stata al centro di un serrato confronto, avvenuto a Roma, tra i vertici della Direzione Centrale dell’Immigrazione e della Polizia delle Frontiere e dirigenti nazionali e regionali del sindacato Siulp. Per la sigla erano presenti il segretario nazionale, Felice Romano, il segretario Siulp Sardegna, Giuseppe Caracciolo, il segretario provinciale di Sassari Massimiliano Pala e il componente del direttivo provinciale, Pietro Festa 

È stata segnalata innanzitutto la situazione dell’aeroporto di Olbia, dove mancano una trentina di agenti per completare l’organico di Polaria. Il Siulp ha indicato il tema dell’avvio “delle nuove tratte aeree internazionali dirette Olbia-New York e Olbia-Dubai. Collegamenti destinati a incrementare i flussi di passeggeri che impongono un adeguato rafforzamento delle strutture di sicurezza e controllo, per garantire la regolarità dei servizi e la tutela degli interessi nazionali”. Anche il porto dell’Isola Bianca a Olbia non ha un presidio di Polizia di Frontiera idoneo. 

Altro punto critico è quello di Alghero, secondo il Siulp il presidio della Polizia di Frontiera dell’aeroporto Riviera del Corallo “non risulta più adeguato a fronteggiare le esigenze operative presenti e future”. In proposito il Siulp ha segnalato le problematiche di sicurezza legate al collegamento con lo scalo israeliano di Tel Aviv-Yafo. 

 

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