Baciati dal sole. Ovunque. Anche negli angoli in cui abitualmente i raggi non battono. Forzati della tintarella senza veli: a tutto rinuncerebbero tranne che a un'abbronzatura integrale. Eccoli che, come mamma li ha fatti, se ne stanno disinvolti in spiaggia accanto a famiglie e bambini. E scatta la rivolta. Signore che urlano allo scandalo, bagnini e forze dell'ordine che chiedono a bagnanti disinibiti di ricomporsi. Come è successo due giorni fa a Sassu e a San Giovanni. Siparietti colorati dell'estate oristanese, tra Is Arenas e il terzo pontile (dopo Torrregrande) passando per il Sinis.

LA MAPPA Nell'Oristanese non esiste una spiaggia aperta al nudo integrale. Ma gli angoli più nascosti e riservati sono da sempre in cima alle preferenze dei nudisti. Negli anni Ottanta l'istmo di San Giovanni di Sinis era una delle mete più ambite. Difficile da raggiungere, fazzoletto di spiaggia ai piedi di Capo San Marco era il posto ideale per prendere il sole senza limiti. Oggi la moda è cambiata. Il trenino porta i turisti anche oltre le rovine di Tharros e addio intimità.

I nudisti emigrano altrove. E la lunga distesa di sabbia di Is Arenas, al confine tra i comuni di Cuglieri e Narbolia, diventa un'oasi per sbizzarrirsi indisturbati. A sinistra del campeggio Nurapolis sono soprattutto turisti tedeschi e inglesi a lasciare il costume da bagno in borsa. «Nel tempo si è diffusa la falsa credenza che Is Arenas sia una spiaggia per nudisti, ma non è assolutamente così» si affretta a sgombrare il campo da equivoci il sindaco di Narbolia Fabrizio Fais.

Anche alcune calette nella zona di S'Archittu e Porto Alabe, ovviamente discrete e appartate, vengono scelte da bagnanti disinibiti. Mentre chi non vuole allontanarsi da Oristano «punta sul terzo pontile» osserva Marco Cruciani responsabile del salvamento a mare. «Lato di Torregrande verso la foce del Tirso, un tratto dove non ci sono molti controlli perciò gradito ai nudisti», va avanti.

I CASI Nelle ultime settimane gli "avvistamenti" di nudi in spiaggia sono in aumento. Fioccano le protese e le richieste di intervento ai bagnini. Molto spesso arrivano vigili, polizia e carabinieri. Due giorni fa a Sassu è stata una pattuglia della Squadra mobile della Questura a chiedere a un turista tedesco di indossare il costume. Mentre le lamentele per il topless delle signore a San Giovanni seguono protese simili che per tutta l'estate si rincorrono a Torregrande. Vicino a villa Baldino, donne di mezza età danno il meglio di sé (o almeno ci provano). «Non si mettono problemi - racconta Matteo Falchi, bagnino - le mamme che sono in spiaggia con i figli si lamentano, così dobbiamo chiedere cortesemente di ricomporsi».

LE REAZIONI «È un fenomeno che ci sta preoccupando - sostiene il sindaco di Narbolia - spesso ci sono persone sfrontate, stanno nude persino davanti ai bambini creando situazioni fastidiose». I sindaci della zona stanno pensando di mettere a punto un sistema di controllo più attento «già dall'estate prossima dovremo studiare una rete di sorveglianza mirata». Oppure riservare un'area di litorale agli amanti del total look nudo.

VALERIA PINNA
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