Il movimento chiede la dichiarazione di anticostituzionalità della legge elettorale con la quale si andrà a votare il 16 febbraio per il rinnovo del consiglio regionale e per l'elezione del governatore. Il ricorso è stato firmato, in veste di semplice cittadina ed elettrice, dall'avvocato Cristina Puddu, la cui candidatura alla presidenza della Regione per il Movimento Meris era stata bocciata per il numero insufficiente di firme dei sostenitori. Secondo il fondatore e leader di Meris, Salvatore Meloni, la legge elettorale sarda è "vergognosa e allucinante" oltre che chiaramente anticostituzionale visto che ricalca in modo quasi automatico la legge elettorale nazionale bocciata dalla Corte costituzionale lo scorso 13 dicembre. Per il movimento Meris l'obiettivo dichiarato e finale del ricorso è l'annullamento delle elezioni del 16 febbraio e di tutte le leggi che saranno approvate dal nuovo Consiglio regionale e per arrivare a questo risultato si chiede al Tribunale di Oristano di rimettere gli atti alla Corte costituzionale perché dichiari la illegittimità costituzionale della legge elettorale in vigore nell'isola. Analoghi ricorsi, ha annunciato Meloni, saranno presentati nei prossimi giorni in tutti gli altri Tribunali della Sardegna.
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