L'accampamento esiste già da diversi anni: sono state sistemate vecchie roulotte e anche qualche casa mobile, casotti in legno e in ferro. Tutto, ovviamente, senza licenza edilizia e in barba ai vincoli di protezione ambiente e alle norme igieniche e sanitarie.

Nella grande bidonville a cinquecento metri metri dal mare di Sa Rocca Tunda sono scattati i sigilli. Ieri mattina gli uomini del Corpo forestale hanno messo sotto sequestro preventivo una lottizzazione abusiva nella marina di San Vero Milis (già individuata peraltro lo scorso agosto) sorta su un terreno agricolo. L'accampamento esiste già da diversi anni: sono state sistemate vecchie roulotte e anche qualche casa mobile. Qualcuno ha realizzato casotti in legno e in ferro e qualcun altro ha piazzato grandi tendoni. Tutto, ovviamente, senza licenza edilizia e in barba ai vincoli di protezione ambiente e alle norme igieniche e sanitarie. Sono finite sotto inchiesta 17 persone: oltre che il proprietario del terreno agricolo, gli acquirenti dei lotti provenienti dal circondario, ma anche da Olbia, Nuoro e Cagliari.

IL SEQUESTRO Il provvedimento, eseguito dal Nucleo di polizia giudiziaria della Forerstale, è firmato dal Gip del Tribunale di Oristano Mauro Pusceddu che ha accolto una richiesta del procuratore della Repubblica Andrea Padalino Morichini. La lottizzazione è composta da 9 lotti della superficie variabile da un minimo di 250 fino a un massimo di 1000 metri quadri, su un'area di poco più di mezzo ettaro, con accesso da una strada abusiva sulla Provinciale per Putzu Idu. La lottizzazione, su un terreno agricolo venduto da un unico proprietario, è stata realizzata su una zona sottoposta ai vincoli del Piano Paesaggistico Regionale. «Il sequestro» ha spiegato il comandante provinciale del Corpo forestale Maria Piera Giannasi, «è preliminare alla confisca. In questa area agricola la superficie minima per l'edificazione è pari a tre ettari e non sono adottabili o previsti piani di lottizzazione». Qualche giorno fa il sindaco di San Vero Adelia Murru aveva emesso un'ordinanza di sgombero «per l'elevato grado di pericolo che un incendio, sia all'interno che all'esterno dell'insediamento, possa mettere a repentaglio l'incolumità delle persone».

LA BIDONVILLE Nei lotti, dotati di energia elettrica e trivellazione di pozzi, sono state realizzate strade di accesso, recinzioni e fosse settiche. Non solo: box in legno e muratura adibiti a servizi igienici, battuti in cemento, case mobili e roulotte per trascorrere le vacanze. È stata poi accertata l'installazione di una rete per la distribuzione della corrente elettrica che si dirama dall'ingresso della strada provinciale, dove è stata realizzata un opera in muratura per i 13 contatori dell'Enel, ed è stata assicurata la fornitura di energia elettrica per tutti i lotti.

LA PROCURA «Questa lottizzazione» ha spiegato il procuratore Padalino Morichini, «risulta solo parte di una più vasta trasformazione urbanistico-edilizia di terreni agricoli, per una superficie complessiva di 7 ettari e mezzo, effettuata tutta abusivamente che vede coinvolte numerose persone e un numero altrettanto elevato di particelle immobiliari ricavate da fondi di maggiore estensione». Un fenomeno in atto, che ha visto triplicare rispetto al 2000 gli insediamenti abusivi; molti acquirenti di aree frazionate sono in attesa di formalizzare la compravendita con atto pubblico. Su eventuali responsabilità del Comune il procuratore ha affermato che «è presto per affermarlo. Il nostro lavoro comunque va avanti».

PATRIZIA MOCCI
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