Lo Stato libera 134 immobili demaniali:l'Isola torna in possesso dei suoi gioielli
Dagli isolotti di Caprera alle vecchie batterie militari dell'arcipelago de La Maddalena, fino al supercarcere dell'Asinara: sono 134 i "beni dismissibili" in Sardegna, che non vengono più considerati utili dallo Stato e che passano nella disponibilità della Regione in base al federalismo demaniale.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Dagli isolotti di Caprera alle ex batterie militari dell'arcipelago di La Maddalena. Fino al supercarcere dell'Asinara, occupato da tre mesi dagli operai della Vinyls in quella che è stata ribattezzata “Isola dei Cassintegrati”. Ma anche una chiesa a Luogosanto, nel cuore della Gallura, e un intero villaggio, quello Calik di Fertilia, vicino ad Alghero. Sono 134 i beni dismissibili in Sardegna secondo un lungo elenco che tuttavia all'Agenzia del demanio non confermano, anzi, sottolineando che la mappa «non è ufficiale, è provvisoria e sarà corretta e aggiornata solo alla fine di luglio». Un piccolo giallo, quello legato all'elenco dei beni. Dove, tuttavia, compaiono tutti quei terreni e fabbricati che non vengono più considerati utili dallo Stato e passano nella disponibilità di Regioni ed enti locali in base al federalismo demaniale.
Un passaggio tecnico che tuttavia è già previsto dall'articolo 14 dello Statuto sardo. La conferma arriva dal costituzionalista Gianmario Demuro: «Pur non conoscendo i contenuti di questo elenco, secondo l'articolo 14 dello Statuto tutti i beni demaniali devono passare dallo Stato alla Regione. Per questo, ci sono delle procedure codificate che regolano il trasferimento dei beni che devono essere individuati e quantificati».
Fabbricati e terreni che Regione, Province e Comuni possono ottenere a titolo gratuito, con l'obiettivo della loro valorizzazione ma anche eventualmente della vendita, a patto che l'introito sia destinato all'abbattimento del debito pubblico.
LA MAPPA PROVVISORIA Dal Museo di Villa Giulia a Roma alla sede della facoltà di Ingegneria della Sapienza a San Pietro in Vincoli, dall'ex Forte Sant'Erasmo a Venezia al faro di Ponza: sono tante le perle del demanio statale trasferibili agli enti locali in base al federalismo demaniale. I territori, come già sottolineato, avranno fra un mese circa a loro disposizione l'elenco ufficiale e aggiornato dall'Agenzia del demanio.
Dalla sede romana, sono prudenti: «In circolazione c'è un elenco da correggere e aggiornare, non c'è assolutamente nulla di ufficiale». Tuttavia, ci troviamo di fronte a un numero importante di fabbricati, terreni edificabili, agricoli e appartamenti, una lista dove fino a ora spiccano anche pezzi di monti, ex caserme e isole come quella di Santo Stefano vicino a Ventotene.
L'ELENCO Ecco la mappa, ancora provvisoria, dei beni in Sardegna che l'Agenzia del demanio mette a disposizione degli enti locali.
CAGLIARI, M. CAMPIDANO E SULCIS A Cagliari : un edificio a Calamosca, in viale San Bartolomeo; un fabbricato e un terreno in viale San Bartolomeo 10; l'ex casermetta di via Monte Grappa 3; viale Merello, l'ex Centro sanitario-ospedale, il terreno e la grotta in vico III Merello; le ex aree demaniali marittime di Su Siccu e La Plaia; i fabbricati degli eredi della famiglia Evelina Mameli, in via Doberdò. A Sant'Anna Arresi : il reliquato di bonifica in località Su Giganti. Ad Assemini : l'area agricola dall'eredità vacante di Emilio Nonnis, in località Bosco Piredda. A Senorbì : il terreno agricolo in via Sanna. A Seulo : il campo sportivo Genn'e Serra e la caserma dei carabinieri, in via Roma 110. A Isili : l'ex caserma della Fanteria. A Narcao : la caserma dei carabinieri, in vico I Nazionale. A Serrenti : l'ex caserma dei carabinieri, in via Nazionale. A Guspini : in via Matteotti, nove casermette e il terreno; in via Castaldi, un fabbricato. A Muravera : l'alloggio di servizio di Campo Ferrato (strada provinciale n. 97 Olia Speciosa). A Iglesias : l'ex sede dell'Ufficio del Registro, via Modena 2. A Domus de Maria : nella strada provinciale 71, cinque ex semafori e un alloggio. A Villacidro : in via Giovanni Battista Melis, le scuderie militari; in località Campo Spartivento e i terreni circostanti.
NUORO E OGLIASTRA A Lanusei : l'ex Casa di riposo per alluvionati, in via Ilbono. A Perdasdefogu : il terreno in via Grazia Deledda. A Osini : il terreno nel centro abitato del Comune.
ORISTANO In città: l'ex ufficio telefonico della Marina, in via Solferino; l'ex canale di irrigazione, in località Pesada; i reliquati di bonifica, in via Capo Manno e via Nuraxeddu; i reliquati di bonifica in varie strade vicinali, comunali, provinciali e statali; il casello di bonifica con terreno, via Stella Maris; tre aree di sedime di canale di bonifica in via Ozieri 18. A Solarussa il reliquato di bonifica, la strada vicinale Su Uliariu. A Riola Sardo : un reliquato di bonifica nella strada comunale Riola Sardo-San Vero Milis. A Cabras : acque esenti da estimo, strada provinciale n. 1; i caselli di bonifica, strada provinciale n. 5; reliquato di bonifica, strada vicinale. A Terralba : la baracca sulla strada Campo di Torre Vecchia. A Simaxis : quattro reliquati di bonifica Pauli Cerbus, strada comunale; a Tramatza : reliquato di bonifica, via Mazzoli. A Palmas Arborea : reliquati di bonifica Arborea, via Fermi e Gutturu Olionis. A Norbello : reliquati idraulici, strada statale 131 e via Azuni. A San Vero Milis : reliquato di bonifica, via Lussoria 7. A Siamaggiore : reliquati di bonifica in via Roma e via Garibaldi, strada comunale Siamaggiore-Massama. A Zerfaliu : ex casello di bonifica con terreno, strada comunale Zerfaliu-Villanova. A San Nicolò Arcidano : un fabbricato e un terreno in località Fonte de Sa Murta. A Tadasuni : l'area di bonifica del lago Omodeo, strada provinciale 15.
SASSARI E GALLURA A Tempio : la rimessa annessa alla caserma Zanfarino, via Mazzini; l'alloggio sottufficiali di via Enrico De Nicola. A Luogosanto : la chiesa di San Paolo (ex centro ospedaliero), in località Muzzittu; ad Alghero : villaggio Kalic, Fertilia, via Lungomare Rovigno 2; a Olbia : casermetta Padrongianos sulla Olbia-Loiri; l'ex aeroscalo Santa Cecilia sulla Olbia-Arzachena; una porzione dell'ex aeroporto di Vena Fiorita; a Luras : il terreno Rio Carana; a Palau : l'area di sedima sulla Sassari-Palau, in località Isola dei Gabbiani; a Porto Torres : gli immobili al servizio della Guardia di finanza e del ministero di Grazia e giustizia a Cala Reale nell'isola dell'Asinara; ad Arzachena : il bar in località Cala del Faro; a La Maddalena : il terreno e il fabbricato dell'ex batteria di Punta Tegge; nove fabbricati che compongono la batteria Arbuticci sull'Isola di Caprera; batteria Candeo e aree limitrofe a Punta Balena; isolotti vicino Isola di Caprera; guardia di Porto Palma e aree limitrofe sull'Isola di Caprera.
LE POLEMICHE «Le Dolomiti passeranno agli enti locali con il federalismo demaniale? Questo è estremismo federalista. C'è un limite a tutto», dice il deputato milanese del Pd Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione Affari Europei. «Ci sono beni universali, tipo appunto le Dolomiti, che sono patrimonio dell'umanità e quindi non può essere che lo Stato a gestirli. Federalismo sì, estremismo federalista no».
Al deputato del Pd replica Luca Zaia, governatore del Veneto: «Spiagge e cime delle Dolomiti venete tornano semplicemente al Veneto, ma non saranno mai messe in vendita», ha precisato Zaia, «col federalismo demaniale i beni pubblici tornano ai legittimi proprietari: le spiagge venete tornano ai veneti, le Dolomiti venete tornano ai veneti. Nessuno - conclude - si sogna di vendere arenili o montagne, che restano un nostro patrimonio che vogliamo valorizzare al meglio e che mettiamo a disposizione di tutti».
ENRICO PILIA