L'accusa si riferisce al disastro aereo avvenuto il 24 febbraio 2004 quando un Cessna 500 Citation, con a bordo tre piloti e i tre componenti di un'equipe medica dell'ospedale "Brotzu" con un cuore da trapiantare, si schiantò su una cima della catena del Serpeddì mentre era in avvicinamento all'aeroporto di Cagliari-Elmas. Secondo quanto riferiscono i quotidiani sardi, la Corte d'appello, avrebbe giudicato colpevoli il ten. col. Bruno Scatena, di 51 anni, e il maresciallo Antonio Caponigri, di 36, entrambi romani, per aver autorizzato l'avvicinamento a vista notturno senza fornire tutte le informazioni necessaria sull'orografia del territorio. I due controllori di volo erano in servizio al Centro di avvicinamento radar di Decimomannu dell'Aeronautica militare. Le vittime del disastro furono il cardiochirurgo Alessandro Ricchi, di 51 anni, di Modena, Antonio Carta, di Ghilarza (Oristano), di 38, medico dello stesso reparto, Gianmarco Pinna, sassarese, di 48, tecnico perfusionista, il pilota e copilota, gli austriaci Helmut Zurner, di 55, e Thomas Giacobuzzi, di 30,e Daniele Giacobbe, di 35, pilota messinese che si trovava nell' aereo per un volo di addestramento
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