Gli sbarchi potrebbero cominciare da un momento all'altro e il Viminale ha già fatto sapere che l'Isola si dovrà preparare a dare ospitalità a duemila persone in fuga dalla guerra. Si punta sul soggiorno diffuso , con la distribuzione dei migranti in cerca di asilo politico un po' in tutte le province.

IL VERTICE Dalla riunione organizzata ieri dalla Regione con le prefetture e gli enti locali è decollata la «cabina di regia» che diventerà il riferimento operativo per il piano d'accoglienza dei rifugiati. E alcuni comuni si sono già fatti avanti, dando la loro «disponibilità» a ospitare i cittadini nordafricani. In prima fila ci sono Cagliari, Oristano, San Gavino, Tempio, Senorbì, Erula e Giave.

I SITI POSSIBILI Non c'è nulla di ufficiale ma filtrano le prime indiscrezioni sulle strutture che potrebbero accogliere chi fugge dalla Libia. A Cagliari c'è l'ipotesi dell'istituto Marconi di via Mercalli, dal momento che ormai praticamente tutta l'attività didattica del tecnico industriale è stata trasferita a Terramaini. A San Gavino si pensa alle ex casermette militari, come di ex caserma si parla a Giave. A Senorbì è stata individuata Villa Aresu, mentre a Tempio c'è l'ipotesi dell'ex istituto di formazione regionale. Ma sono sotto osservazione anche diverse scuole senza più alunni in varie località dell'Isola (a partire da Oristano).

GLI SCENARI «Dai rappresentanti delle province e dei comuni sono arrivati importanti suggerimenti», fanno sapere in una nota congiunta gli assessori regionali Giorgio La Spisa e Nicola Rassu. «Abbiamo già la disponibilità di alcune strutture. Sono oltre 200 i posti disponibili, suddivisi in diverse province». Nessun riferimento ufficiale, ma solo la convinzione che «entro pochi giorni la Sardegna sarà pronta ad affrontare questa emergenza, potendo contare su importanti professionalità». Si guarda all'accoglienza «mediante il coinvolgimento del sistema scolastico» ma anche «a un equilibrato rapporto con la comunità locale». Da qui l'intenzione di puntare sulla mediazione culturale, «attraverso il coinvolgimento del volontariato e della protezione civile».

Non mancano i problemi pratici. A partire dalla questione delle risorse. In ballo c'è uno stanziamento di 500 milioni fissato dal Governo, ma è ancora da inventare il piano di trasferimento delle risorse alle regioni o ai comuni. I sindaci sardi vorrebbero più chiarezza, anche perché i conti in rosso non consentono troppe spese straordinarie. È da mettere in piedi poi il sistema delle mense e anche quello dell'organizzazione dei servizi dedicati ai bambini o alle donne con figli piccoli.

IL VERTICE La Regione parla di «ampia disponibilità» data «dal sistema degli enti locali» per «condividere un piano di corresponsabilità» che avrà «il duplice obiettivo del trattamento adeguato da riservare alle persone in difficoltà e della necessità di garantire la sicurezza e l'ordine pubblico». I rappresentanti della Regione (con gli assessori La Spisa e Rassu c'era il direttore generale della presidenza Gabriella Massidda) hanno osservato che nei prossimi giorni, «dopo una rapida ricognizione, comunicheranno la localizzazione dei siti adeguati ad accogliere i profughi».

I COMUNI Il sindaco di Cagliari Emilio Floris conferma la disponibilità del capoluogo «a fare la sua parte» davanti a un'emergenza umanitaria come quella di chi fugge dalla guerra. «Ma ora viene la fase difficile», sottolinea, «perché bisognerà capire quante persone arriveranno effettivamente dalla Libia. Sarà importante organizzare un'assistenza sociale adeguata e anche le strutture dovranno essere attrezzate per un'emergenza di questa portata». Nelle prossime riunioni «servirà chiarezza davanti a molti aspetti». Ed è sulla stessa frequenza il segretario dell'Anci Sardegna Umberto Oppus «Gli enti locali attendono che siano chiari alcuni elementi operativi». Per esempio «deve essere ancora stabilito se i siti per i profughi dovranno essere al centro dei comuni o in aree esterne più periferiche».

Già domani (se non verrà anticipato a oggi) si prevede un nuovo vertice coordinato dalla prefettura di Cagliari. Giovanni Balsamo sarà l'interfaccia dalla Sardegna per il prefetto Giuseppe Caruso, che ha ricevuto dal Governo l'incarico di commissario straordinario per gestire l'emergenza rifugiati.

GIULIO ZASSO
© Riproduzione riservata