La corsa dei prezzi dei carburanti non si ferma: in Sardegna gasolio a 2,18 euro al litro
Nell’Isola il secondo incremento più alto per la benzina in sole 24 orePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Una vergogna. I prezzi invece di scendere, anche oggi, come ieri, continuano imperterriti a salire. Ennesima dimostrazione di come si continui allegramente a speculare sulla pelle degli automobilisti».
Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori, analizza così i dati resi pubblici questa mattina alle 8,30 dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, che quotidianamente rende pubblici i prezzi dei carburanti nelle regioni italiane. In Sardegna in sole 24 ore il diesel self è passato da 2,174 euro al litro dell’8 aprile a 2,181 di oggi. Una media, ovviamente, che rappresenta un incremento secco di 7 centesimi. Aumento più contenuto per la benzina da 1,790 euro al litro a 1,794: + 4 centesimi, comunque il secondo aumento giornalieri più alto d’Italia (è di 5 centesimi in Abruzzo ed Emilia Romagna). Per capire: nell’Isola il 3 marzo, quando hanno iniziato a sentirsi gli effetti dell’attacco di Usa e Israele all’Iran, il gasolio era venduto a 1,762 al litro, la benzina a 1,700.
C’è comunque chi sta pure peggio: in Calabria si sfonda la soglia di 2,2 euro per il gasolio
«I prezzi sarebbero dovuti scendere già ieri, visto che, dopo le dichiarazioni di Trump sulla tregua di due settimane, all'una di ieri notte il petrolio (Wti) era già sceso del 10% e alle 2 del 18%», prosegue Dona, «ieri poi il petrolio ha chiuso in picchiata a New York a 94,41 dollari, con le quotazioni che hanno perso oltre il 16,41%. Eppure nessuno, in media, ha ridotto i prezzi. Scandaloso», conclude Dona.
