L'Enac: "I piccoli aeroporti sono inutili"Promossi gli scali principali dell'isola
Il rapporto dell'Enac scritto prima dell'apertura di Fenosu che a breve riceverà 2 milioni per migliorare la sicurezza. A rischio chiusura anche Tortolì. Per la gestione di Fenosu diventa fondamentale trovare soci privati.
Concentrare. Questa la parola chiave su cui ruota tutto il Rapporto sulle strategie di programmazione per il sistema aeroportuale italiano che l'Enac, ente nazionale dell'aviazione civile, ha trasmesso nei giorni scorsi al ministero delle Infrastrutture e che rischia di mettere ko Fenosu. Il documento, messo a punto da One Works, Kpmg e Nomisma promuove 14 scali “strategici”, fra cui Cagliari-Elmas, 10 recuperabili (Alghero e Olbia compresi). Tortolì e altri 23 aeroporti invece sarebbero da chiudere. Nella lista dei promossi e bocciati, Oristano-Fenosu neppure compare probabilmente perché lo studio era stato messo in piedi ancor prima che lo scalo decollasse. Ma se aeroporti come Tortolì, Montichiari, Cuneo, Foggia, Roma Ciampino sono da chiudere è facile capire che Oristano non può che finire nell'elenco dei bocciati per avere «un bacino di traffico insufficiente o vincoli infrastrutturali insuperabili».
IL PROGETTO Chiudere significa essere tagliati fuori da aiuti statali e il traffico dirottato verso scali più efficienti attraverso il potenziamento dei raccordi statali e ferroviari. L'idea chiave è di incentrare il sistema su tre aeroporti maggiori, Fiumicino, Malpensa, Venezia e far ruotare il resto del sistema sui 24 strategici e recuperabili. Il rapporto coordinato da Giulio De Carli, riportato dal Sole 24 Ore, dice che il tempo della proliferazione degli scali è finito per lasciare spazio al sistema evitando campanili e sprechi.
Quale futuro allora per Fenosu? Nessuno o molto incerto, se dovessero davvero blindare il rapporto. Appare comunque assurdo lo stop agli aiuti dopo che la Regione ha messo in piedi un progetto aeroportuale sardo in cui Fenosu trova il suo spazio e lo Stato ha comunicato un finanziamento per altre opere infrastrutturali.
IL FUTURO Certo, i tempi sono quelli che sono e i finanziamenti sempre più difficili da trovare. Anche la Finanziaria chiude i rubinetti per il ripianamento dei debiti delle società collegate. Per Fenosu è un altro serio problema, posto che l'80 per cento del capitale sociale è in mano alla Provincia e al Comune che a loro volta hanno seri problemi di bilancio. Trovare il milione e mezzo di euro che servirà per tappare il solito buco annuale non sarà semplice a meno che non si scopra il privato disposto a mettere mano al portafoglio acquistando una parte delle quote. Un progetto, questo della società pubblica-privata non nuovo: nel maggio 1993 il Nucleo industriale che aveva ricevuto la gestione per 20 anni lo propose senza successo. Poi ci fu il passaggio alla nuova società ma il provato non si mai fatto vivo.
A. MASALA