Imposte non pagate, indagato Stevelli
Coinvolti anche moglie e figlio dell'imprenditore dei trasporti. Secondo l'accusa avrebbe venduto immobili per non farseli pignorare da EquitaliaL'inchiesta è partita lo scorso anno dopo la denuncia di Equitalia. L'avvocato Leonardo Filippi: «Dimostreremo la liceità delle vendite».
Equitalia rivendicava dall'imprenditore Mario Stevelli, conosciutissimo per la sua attività nel settore del trasporto sul bus, il pagamento di diverse cartelle esattoriali per complessivi 465.000 euro: tasse su reddito e Iva relative al periodo compreso fra il 1999 e il 2004.
Andate a vuoto le notifiche, l'ente di riscossione aveva tentato l'esecuzione coatta su due locali adibiti a ufficio nel comune di Oristano. Recupero, però, impossibile: gli immobili erano stati nel frattempo venduti per 103.000 euro. A quel punto era partita una sorta di inchiesta al termine della quale erano saltate fuori altre vendite: un terreno e un appartamento a Cagliari. Di lì il sospetto che Stevelli avesse ceduto gli immobili a una società, la Kristal srl, amministrata dai due figli, a un prezzo inferiore a quello reale, proprio per evitare l'esecuzione coatta.
Nel febbraio 2009 Equitalia ha denunciato Mario Stevelli alla Procura della Repubblica: il fascicolo è stato assegnato al sostituto Andrea Massidda che ha iscritto nel registro degli indagati non solo Mario Stevelli ma anche la moglie Irene Meloni e il figlio Cristian. L'accusa: sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte. Il 3 febbraio scorso il giudice per le indagini preliminari Giorgio Altieri, accogliendo la richiesta del pm, ha posto sotto sequestro un appartamento a Cagliari, un terreno a Medau su cramu e due uffici a Oristano. Nel frattempo gli indagati hanno pure ricevuto l'avviso di proroga delle indagini. Che, dunque, sono tutt'altro che concluse. Non a caso l'avvocato Leonardo Filippi - che difende Mario, Cristian e Irene Stevelli - dice: «La vicenda è ancora tutta da discutere. Gli Stevelli non hanno venduto gli immobili per sottrarli al Fisco ma hanno effettuato alcune operazioni di investimento immobiliare: hanno prima acquistato gli appartamenti e i terreni poi li hanno rivenduti e con quei soldi hanno acquistato altri immobili. Dimostreremo la liceità di tutte le operazioni quando il magistrato ci convocherà in Procura».
È molto turbato Cristian Stevelli, per l'indagine, certo, ma anche per il fatto che la notizia sia uscita nel bel mezzo dell'inchiesta. Il segreto istruttorio è caduto nel momento in cui il giudice ha effettuato il sequestro degli immobili e poi c'è stato anche l'avviso di proroga delle indagini: «Sì noi siamo consapevoli del fatto che ci siano un'indagine in corso, lo sappiamo da quando ci è stato notificato l'avviso di garanzia, siamo comunque sorpresi dal fatto che la notizia sia uscita in questo momento quando ancora non sono stati fatti tutti gli accertamenti, noi non siamo ancora stati interrogati ma siamo tranquilli e abbiamo fiducia dell'operato della magistratura. Siamo in grado di dimostrare che le operazioni che ci vengono contestate non sono state effettuate per scopi illeciti».
L'inchiesta della Procura cagliaritana è stata avviata nell'autunno scorso dopo la denuncia presentata da Equitalia. Che, quattro anni fa, ha tentato l'esecuzione forzata per ottenere l'equivalente di diverse cartelle esattoriale per un importo complessivo pari a 465.00 euro. Si tratta stando all'accusa, di imposte sul reddito e Iva non pagate. Quando Equitalia non è riuscita a metter mano sugli immobili ha avviato una sorta di indagine al termine della quale ha denunciato Stevelli alla magistratura. In sostanza, l'appartamento, i due uffici e il terreno sarebbero stati venduti da Mario Stevelli a una società dei figli solo e soltanto per sottrarli al Fisco. Ma gli indagati respingono tutte le accuse e sono sicuri di poter dimostrare la loro onestà davanti al magistrato.
MARIA FRANCESCA CHIAPPE