Tre riunioni alla Prefettura di Cagliari nel giro di 24 ore, l'ultima questa mattina con le forze dell'ordine: la Sardegna si prepara a fare la sua parte in vista dello sbarco – domani - dei profughi e clandestini annunciati nei giorni scorsi dal Governo in relazione alla crisi in Libia e nel resto del Nord Africa. Tre siti sono già stati individuati, divisi equamente tra il sud, il centro e il nord dell'Isola e sono tuttora in corso i primi sopralluoghi. I numeri? In attesa di indicazioni da Roma che potrebbero arrivare già da domani, si parte da una capienza minima di 560 posti, fino a 1500. Da sistemare in tendopoli, secondo il modello già sperimentato in Sicilia.

I SITI - Le sedi, secondo quanto emerso soprattutto nel summit di ieri con Regione, Anci Sardegna e Upi (Unione province italiane) dovrebbero essere quelle di Monastir, un'area utilizzata dai Vigili del fuoco, a una decina di chilometri da Cagliari, Oristano-Torregrande in un ex vivaio, e Ozieri, nella zona di un centro intermodale che funge da raccordo con la vicina stazione dei treni di Chilivani. Ma potrebbero non bastare: in queste ora stanno giungendo offerte da mezza Sardegna, le ultime da Senorbì, a una quarantina di chilometri dal capoluogo, e da Fluminimaggiore, nel Sulcis Iglesiente. “Siti, numeri e tipo di struttura - ha detto questa mattina il prefetto di Cagliari Giovanni Balsamo - sono delle ipotesi. A cui comunque stiamo già lavorando per non farci cogliere impreparati dal momento che attendiamo da un momento all'altro indicazioni più precise”.

TENDOPOLI - Tende e non scuole o vecchie caserme, come si pensava in un primo momento. “Cerchiamo soluzioni immediatamente attuabili - ha precisato Balsamo - e meno onerose. La sistemazione nelle tende è già stata collaudata a Trapani: deve dare il segno della provvisorietà della situazione sia nel caso si tratti di profughi, sia nel caso dei clandestini. Ed è praticabile anche grazie all'arrivo della buona stagione”.
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