Nel 2007 le immatricolazioni di veicoli industriali in Sardegna sono calate del 23,6%, passando dalle 750 unità del 2006 alle 573 del 2007. È quanto emerge da uno studio del Centro Ricerche Continental Autocarro. Il calo - si legge in una nota - è principalmente dovuto al difficile contesto economico che, anche a livello locale, ha pesantemente condizionato il livello degli scambi commerciali e dello sviluppo dell'autotrasporto. Unica eccezione in un panorama regionale negativo la provincia di Oristano (+32,8% sul 2006) la provincia della Sardegna che nel 2007 ha registrato la percentuale di crescita più alta nelle immatricolazioni di mezzi pesanti. Tutti in negativo, invece, i dati relativi alle altre province sarde, a partire da Nuoro (-22,4%), Cagliari (-26,2%) e soprattutto Sassari (-33,1%). Nel 2007 in tutta Italia le immatricolazioni di mezzi per il trasporto pesante sono state 35.820 con una crescita dello 0,2% rispetto al 2006. Il rinnovo del parco circolante italiano dei mezzi pesanti - si legge nella nota del Centro Ricerche Continental Autocarro - è un'esigenza fondamentale soprattutto per l'ambiente e la sicurezza stradale. Notevoli sono stati infatti i progressi compiuti in questi anni dai costruttori di veicoli industriali, sia in termini di riduzione delle emissioni inquinanti sia di dispositivi di sicurezza. Tra l'altro per quanto riguarda la sicurezza vi è anche un recente accordo, tra Unece, l'organismo tecnico delle Nazioni Unite per l'Europa, e la Commissione Europea che ha reso obbligatoria, a partire dal 2010, la dotazione del sistema di controllo elettronico della stabilità (ESC) su tutti i nuovi veicoli. Secondo la Commissione europea, la dotazione di sistemi ESC sui veicoli industriali consentirà di risparmiare 500 vite e 2.500 incidenti all'anno nell'Unione Europea.
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