Il peggior biglietto da visita per i turisti che arrivano in città passando per il porticciolo turistico: due discariche abusive che nei giorni scorsi sono state poste sotto sequestro dalla Guardia di finanza. I militari del Nucleo mobile della compagnia di Oristano hanno trasmesso una relazione alla Procura della Repubblica e presentato due denunce con l'accusa di gestione non autorizzata di rifiuti: una è a carico del presidente della società di gestione del porticciolo, Stefano Contini, e l'altra contro ignoti.

LA DISCARICA I cumuli di rifiuti pericolosi, vicino al porticciolo, erano due. Uno poco distante dalle banchine, nella zona in cui vengono sistemate le imbarcazioni in rimessaggio. E l'altro oltre la recinzione che delimita lo scalo, in un terreno di proprietà del Comune di Oristano. «Grandi quantità di materiali abbandonati dopo i lavori di manutenzione delle barche e la dismissione di motori, ma anche trasferiti nella zona da qualche cantiere edile - spiega il comandante provinciale delle Fiamme gialle, Anselmo Mocci - In più abbiamo ritrovati materiali che derivano dalle quotidiane attività di pesca e trasportati da qualche attività commerciale. Nell'area sono stati individuati pneumatici fuori uso, batterie, carcasse di elettrodomestici, laterizi, reti da pesca, boe marine e residui di imballaggi. Tutti materiali che rischiavano di provocare un grave danno ambientale».

LE DENUNCE Al termine dei controlli nella zona del porticciolo, gli uomini del Nucleo mobile della Guardia di finanza hanno fatto scattare i sigilli. Le due discariche sono state sequestrate e sono partite le denunce alla Procura della Repubblica. In un caso l'accusa è contro ignoti, visto che il cumulo di rifiuti all'esterno del porticciolo ricade in un terreno comunale e le persone che hanno creato quell'immondezzaio a due passi dalla spiaggia non sono state individuate. Nell'altro caso, invece, l'accusa di gestione non autorizzata di rifiuti è scattata nei confronti del presidente della Marine Oristanesi, che è legale rappresentante della società di gestione del porto e che, secondo la Finanza, avrebbe dovuto bonificare l'area o individuare (e denunciare) i responsabili. «Le nostre pattuglie sono costantemente impegnate anche sul fronte della tutela ambientale - ha sottolineato il colonnello Anselmo Mocci - Durante i servizi in città e provincia si svolgono numerosi controlli per individuare nuove discariche e cogliere sul fatto le persone che scaricano rifiuti nelle campagne o nelle periferie urbane. I controlli hanno anche l'obiettivo di evitare che vengano abbandonate sostanze pericolose e scongiurare così tutti i rischi di inquinamento».

NICOLA PINNA
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