Ora le liste, ultima formalità: e poi, via alla sfida delle primarie. Entro lunedì 12 le mozioni che si contendono la guida del Pd dovranno presentare i candidati all'assemblea nazionale e a quella regionale, e gli elenchi si stanno compilando proprio in questi giorni. Già definiti, invece, i nomi dei delegati alla convenzione nazionale che si terrà domenica a Roma.

LE LISTE Saranno tutte collegate a uno dei candidati alla segreteria. Per quella nazionale si confrontano il leader uscente Dario Franceschini, l'ex ministro Pierluigi Bersani e il senatore Ignazio Marino. In Sardegna la gara è tra Francesca Barracciu (area Franceschini) e i bersaniani Silvio Lai e Giampaolo Diana. Resta fuori l'area Marino con Carlo Balloi, quarto nel voto dei circoli.

Secondo le prime indiscrezioni, l'area Franceschini formerà nell'Isola due liste, sia per l'assemblea nazionale che per quella regionale. Una delle due potrebbe chiamarsi Sardegna democratica, l'associazione fondata da Renato Soru dopo la sconfitta elettorale. Bersani mira alla lista unica in tutte le regioni, ma la scelta non è definitiva.

Sul fronte locale, Lai sarà sostenuto con tutta probabilità da tre liste, di cui una più legata agli amministratori locali e un'altra con molti giovani. Diana dovrebbe fermarsi a una sola lista. Oggi a Oristano si riunisce l'area Marino, che a livello nazionale ha già stabilito che non ci saranno liste col nome del senatore a sostegno di candidati segretari regionali di altre mozioni.

I NUMERI È interessante approfondire le preferenze dei tesserati sardi, sempre tenendo a mente che le primarie del 25 ottobre - aperte a tutti - saranno un'altra cosa. Dei 26.891 iscritti in Sardegna hanno votato poco più di 15mila, circa il 57 per cento.

Quasi i due terzi (65,86 per cento) hanno scelto Bersani, mentre Franceschini è rimasto al 24,53. Un divario assai più netto di quello registrato in Italia. Superiore alla media anche il dato di Marino, con un 9,62 che è l'ottava prestazione tra le regioni d'Italia (e tra le province Cagliari è, col 21,49 per cento, la seconda tra quelle in cui il chirurgo-senatore è andato meglio).

LAI-BARRACCIU-DIANA Più equilibrata la partita regionale. Silvio Lai ottiene 7.586 voti su 15.176: gliene sarebbero bastati due in più per centrare il 50 per cento tondo. Francesca Barracciu è staccata di 3mila preferenze e si attesta al 29,69 per cento. Diana è al 14,77, Balloi al 5,55.

Inizialmente sembrava che la somma di Lai e Diana dovesse rimanere ben al di sotto del dato di Bersani: in realtà alla fine la differenza è di un punto percentuale, appena 129 voti in cifra assoluta (ma l'affluenza regionale è lievemente superiore). Evidente, invece, il recupero di Francesca Barracciu sul proprio leader Franceschini, così come - in senso inverso - il distacco di Balloi rispetto a Marino.

Nelle province, Lai vince in sette casi su otto. Si sottrae alla regola solo la Gallura, dove Barracciu sfiora il 57 per cento e il suo concorrente resta al 36. Per Lai è nel Medio Campidano la migliore prestazione (62,4), trascinata dal semi-plebiscito di Villacidro, dove Siro Marrocu sostiene il suo ex collega del gruppo consiliare. Sfondata quota 60 per cento anche a Nuoro, Sassari e in Ogliastra. A parte Olbia-Tempio, Francesca Barracciu ha i migliori risultati a Nuoro e Oristano (35-37 per cento).

Diana fa il suo record (25,63) nel Sulcis e ci arriva vicino (22,92) a Cagliari: decisive Iglesias e Quartu, sedi dei “lettiani per Bersani” Francesco Sanna e Marco Meloni. Quartu regala anche un'impennata a Carlo Balloi, e in questo caso il segreto è Graziano Milia, coordinatore regionale della mozione Marino. Ma Balloi sconta il fatto di aver preso voti quasi solo in Ogliastra e nel Cagliaritano.

A ROMA Milia è anche l'unico delegato dell'area Marino alla convenzione nazionale di domenica prossima. Ventuno i bersaniani (tre dei quali in quota Diana, gli altri per Lai), tra cui Antonello Cabras, Giacomo Spissu, gli ex parlamentari Tore Ladu e Giacomo Sanna. Sette nell'area Franceschini: tra questi il sulcitano Nino Flore, Francesco Soddu (figlio dell'ex presidente della Regione Pietrino) e Gian Luca Lioni, il giovane maddalenino che è uno dei più stretti collaboratori dell'attuale leader nazionale.

GIUSEPPE MELONI
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