Il centrodestra aspetta solo i sardistiMassidda (Pdl): via libera da Roma
A Tramatza i sardisti decidono sull'accordo politico col centrodestra. Massidda in campo a Cagliari.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La copertina è per il Partito sardo. Il centrodestra aspetta il consiglio nazionale dei Quattro Mori di stasera per chiudere il cerchio. Ma l'alleanza scricchiola per il peso delle richieste - questa a me, quella a te - che mina l'equilibrio politico. Il vertice dei partiti di maggioranza - previsto per ieri - è slittato anche per non disturbare il consiglio sardista, dove peraltro sarà sancito l'accordo con la coalizione di governo: nelle otto Province e nei sei Comuni sopra i 15 mila abitanti i Quattro Mori correranno col centrodestra. L'appuntamento è per le 16 all'hotel “Carlo Felice” di Tramatza.
LO SCENARIO Non è stata ancora fissata la data del prossimo incontro fra i partiti di maggioranza, quello in cui si dovranno prendere le prime decisioni. Ovvero, decidere su quali piazze puntare e soprattutto con quali candidati. Lunedì, intanto, nella sede regionale del Pdl, il coordinatore del Pdl, Mariano Delogu, comincerà le consultazioni con i coordinatori provinciali del partito Incontri di peso, con Ignazio Artizzu, Mauro Contini ed Emilio Floris, e i primi rebus da risolvere. Soprattutto quello legato al sindaco di Cagliari, dato per partecipante alla corsa per la presidenza della Provincia ma ancora, regolarmente al suo posto. È il Pdl ad alimentare, comunque, le voci di maggiore peso, come quella che vuole un avversario dell'uscente Pasquale Onida (un consigliere regionale?) nella corsa per la Provincia di Oristano. Il Popolo della libertà, inoltre, non dovrebbe lasciare libera la casella del sindaco di Quartu, da tempo “assegnata” a Contini.
IL CANDIDATO È in campo dall'autunno dell'anno scorso, ha puntato subito alla presidenza della Provincia di Cagliari senza chiedere autorizzazioni a nessuno. Né poteva prevedere che quel passo in avanti avrebbe messo in difficoltà soprattutto i suoi rivali, dentro il centrodestra. Oggi Piergiorgio Massidda è l'unico candidato del Pdl, con una benedizione - afferma il senatore - che arriva dal vertice nazionale del partito. «La mia candidatura nasce dalla pressione della gente», dice, «prima di mettermi a disposizione, ne ho parlato con gli amici del territorio, alcuni increduli sul fatto che un senatore da sedici anni in Parlamento si mettesse a disposizione». Massidda ha chiesto solo l'imprimatur dei vertici nazionali del Pdl: «Mi è stato detto di andare avanti, seppure mi sia stato chiesto di non ridurre la mia attività parlamentare». Massidda, in caso di successo elettorale, si è anche detto disposto a lasciare Palazzo Madama «se dovessi rilevare che il mio impegno fosse incompatibile con l'attività di senatore». Un passaggio politico, quello delle dimissioni di Massidda, che innescherebbe un effetto domino atteso soprattutto a Nuoro: perché in Senato sbarcherebbe Silvestro Ladu (candidato nel 2008 e primo dei non eletti) e in Consiglio regionale - al posto di Ladu - arriverebbe Lina Lunesu, prima dei non eletti di quel collegio. «Sono già pronto da tempo», sottolinea Massidda, «ma se il Pdl e gli alleati decidessero di trovare un'altra soluzione, sarebbe una responsabilità tutta loro». Intanto, il senatore conta su 220 volontari, scrive 150 mail al giorno, accetta decine di “fan” ogni ora su Facebook.
LEGA E API «Mi piace l'idea che Rutelli parli come i rappresentanti del Partito sardo, terrorizzati dallo sbarco della Lega Nord in Sardegna, ma non deve temere: noi non siamo in competizione col suo partito, che non ricordo neppure come si chiama, tanto meno i sardi», parole del commissario regionale del Carroccio, il senatore Fabio Rizzi, ieri a Sassari per la presentazione dei programmi per le amministrative, a commento delle dichiarazioni del leader di Alleanza per l'Italia. Confermata la corsa dei leghisti in cinque delle otto province chiamate al voto alla fine di maggio.
ENRICO PILIA