Il bonus nascite nei paesi sardi diventa un caso: più figli ma le madri non lavorano
L’Inps analizza la misura attivata nei comuni con meno di 3mila abitanti: nascite aumentate del 21% ma probabilità di occupazione cala del 25%Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il bonus bebè attivato in Sardegna nel 2022 per le famiglie con figli residenti in comuni con meno di 3.000 abitanti (a 600 euro per il primo figlio e 400 euro per ciascun figlio successivo) ha avuto un impatto significativo sulla fecondità. L'effetto è stato pari a un aumento medio di poco superiore a 0,3 nati al mese, con un incremento annuale di circa 3,6 nati.
È quanto rileva l'Inps in un approfondimento del rapporto annuale, spiegando che, «poiché il numero medio mensile di nati nei comuni trattati nel periodo post-intervento è pari a 1,44, l'effetto stimato corrisponde a un aumento delle nascite di circa il 21%».
Allo stesso tempo però, accanto agli effetti positivi sulla fecondità, la politica potrebbe avere indotto conseguenze rilevanti nel mercato del lavoro. Le madri che hanno avuto un ulteriore figlio e che hanno beneficiato della politica, mostrano infatti, nel periodo 2022-2024, una probabilità significativamente inferiore di essere occupate come dipendenti nel settore privato o pubblico. La riduzione stimata è pari a circa 11 punti percentuali rispetto al gruppo di controllo.
«Si tratta di un effetto di entità rilevante, considerando che la probabilità di occupazione nel gruppo di controllo è di circa il 44%. In termini relativi, ciò corrisponde a una diminuzione di circa il 25% della probabilità di essere occupate», sottolinea l'Inps.
(Unioneonline)
