I sindaci della Sardegna:"No alle pale eoliche in mare"
Da tutta la Sardegna centinaia di delibere contro gli impianti off-shore a poche miglia dalle coste.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
SANTA GIUSTA Sulle rive del Golfo di Oristano i cannoni sono puntati da giorni, ma la guerra contro le pale in mare si combatte anche sulle altre coste dell'Isola. Tutti in campo, sindaci e cittadini, con un solo grido di battaglia: niente parchi eolici di fronte alle spiagge. Un no forte e chiaro è quello scritto nella delibera votata nei giorni scorsi dall'Anci, in nome di trecentocinquantaquattro amministrazioni: quasi la totalità rispetto ai trecentosettantasette comuni della Sardegna. A Is Arenas intanto esultano per le rassicurazioni del ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e per il richiamo del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, ma tra Oristano e Santa Giusta e nelle coste cagliaritane i progetti vanno avanti.
LA MOBILITAZIONE Per allargare il fronte della battaglia nasce il coordinamento dei sindaci sardi contro i parchi eolici in mare. Ieri mattina a Santa Giusta il primo incontro: in sala non c'erano molte fasce tricolore, ma gli uffici del comune lagunare hanno ricevuto molte adesioni. «La creazione di questo coordinamento ha due obiettivi - spiega il primo cittadino di Santa Giusta, Antonello Figus - Uno è quello di arrivare a un confronto diretto con i ministeri interessati saltando la Regione, visto che finora non ha mosso un dito per tutelare i nostri territori. L'altro è arrivare a stilare regole precise che preservino il nostro mare».
LE RASSICURAZIONI A Is Arenas da due giorni tutti esultano. Il ministro Altero Matteoli è stato chiaro: «Non firmerò mai quel progetto». E poi c'è l'aut-aut del ministero dell'Ambiente: «Nella baia si estende un sito di interesse comunitario che deve essere tutelato. E prima di avviare qualunque intervento è necessario un approfondito studio sull'impatto ambientale e paesaggistico». I sindaci e il comitato degli antiparco brindano, ma non abbandonano la battaglia. «Le prese di posizione dei ministri dell'Ambiente e delle Infrastrutture ci ridanno speranza e allo stesso tempo confermano l'importanza della nostra strategia - dice il primo cittadino di San Vero Milis, Antonello Chessa - Presentare le osservazioni è utile per far conoscere ai tecnici ministeriali quali sono le problematiche ambientali del territorio. Sbaglia la Regione a pensare il contrario: se la documentazione viene considerata valida non si arriva neppure alla conferenza di servizi».
IL PARCO DI SASSU Nell'ufficio del sindaco di Santa Giusta intanto stanno già arrivando le delibere votate dai consigli comunali di tanti paesi della Sardegna: nei prossimi giorni molte altre amministrazioni hanno convocato le assemblee per prendere posizione contro le pale eoliche. L'Università di Sassari intanto ha completato lo studio commissionato dalla Provincia di Oristano e lancia un allarme non poco preoccupante: dove è stato progettato il parco eolico, di fronte alla spiaggia di Abarossa, c'è la più grande prateria di posidonia e la presenza dei tralicci danneggerebbe il movimento delle sabbie, bloccherebbe il passaggio dei pesci verso gli stagni, ridurrebbe la luminosità e provocherebbe un disastro ambientale. «Oristano è in prima fila e ci sarà sempre - assicura il vicesindaco Andrea Lutzu - Noi abbiamo già votato un ordine del giorno contro il parco di Is Arenas e nei prossimi giorni adotteremo un'altra delibera per aderire a tutte le altre battaglie».
LA PROTESTA L'invasione dei generatori potrebbe raggiungere anche il mare di fronte a Sant'Antioco: «Il Golfo di Palmas rischia di subire questo assalto - denuncia il presidente del Consiglio comunale, Marco Fontana - La Sardegna deve essere difesa: siamo favorevoli all'energia eolica ma i tralicci devono essere installati nelle zone adatte».
NICOLA PINNA