Bella, comunque bella. La Sartiglia non tradisce mai. Meno stelle e meno discese rispetto agli ultimi anni, sa remada appena accennata, ma per chi davanti alla benedizione di su Componidori si fa il segno della croce poco importa. Le emozioni sono sempre uniche. Come quelle regalate ieri, sotto la regia dei Contadini. Sono mancati i centri del capocorsa Mauro Secci e dei compagni di pariglia Federico Fadda e Francesco Castagna, ma le quindici stelle colte illuminano e riscattano Oristano. Una città che ieri ha ricevuto il saluto speciale da parte del sindaco. Assente per motivi di salute, Angela Nonnis è comunque voluta essere vicina alla sua gente e ai cavalieri e non ha fatto mancare gli auguri per una bella festa. Gli stessi in cui alla vigilia sperava anche Su Componidori «una bella giornata, senza problemi particolari» e così è stato. Una festa confezionata con cura in ogni dettaglio. Mauro Secci, dietro la maschera colore della terra, arriva in via Duomo superbo e misterioso in sella a Briosu (purosangue inglese) bianco ed elegante nella bardatura celeste. Scortato da su segundu e su terzu , che con costumi sardi, decisamente originali, strappano applausi.

Un quarto d'ora dopo le 14, l'incrocio delle spade: impeccabile sotto la stella. Poi si parte, tra gli squilli di trombe e le rullate dei tamburi inizia la sfida alla sorte. Su Componidori scende veloce, ma la stella finisce sulla sabbia. Stesso destino per Federico Fadda e Francesco Castagna, poi è il turno di Elisabetta Sechi la regina del martedì dei Falegnami. Discesa elegante e velocissima, ma l'argento non si piega nemmeno alla sua spada né a quella di Anthony Maccioni. Il primo trionfo è di Nicola Piredda, terzu domani, che riesce a portare a casa una stella d'argento (la seconda della sua carriera). Per applaudire il secondo centro della giornata bisogna aspettare la decima discesa con Raimondo Carta che non sbaglia. Altre otto corse veloci in via Duomo ma la stella, complice un vento gelido che la fa ballare, sembra stregata. È l'amazzone Sonia Cadeddu, nel tradizionale vestito da gala di Oristano, ad aggiungere un'altra stella nel forziere benedetto da San Giovanni.

Poi è Franco Ledda a far scaldare il percorso con una bella discesa: è il quarto centro della domenica. Dopo di lui altre stelle finiscono sulla sabbia, quindi è Alessio Garau ad andare a segno. Qualche minuto e Pasquale Forgillo lo segue a ruota regalando gioia e brindisi al Gremio. Vernaccia che scorre a fiumi anche tra il pubblico, si festeggia su Componidori. Un gruppo di ragazzi ad ogni stella leva in alto i bicchierini di vernaccia e fa partire coretti da stadio per dare la carica ai cavalieri. E loro sentono il calore della città: Giorgio Sanna coglie la settima stella, poi è la volta di Stefano Manca. Subito dopo è Bernardino Ecca a non fallire il colpo. Ci sono altre sette discese sfortunate fino a quella di Antonio Cuccu che porta a casa un altro argento per i Contadini. A catturare la folla ci pensa un'altra amazzone: Emanuela Colombino va a segno per la decima volta. Centrano la stella anche Gianluca Russo, Marco Cocco, Davide Musu e infine alla sessantanovesima discesa anche Alessandro Crobu. Manca poco alle 16.30 quando Su Componidori si riaffaccia sul percorso: sotto la Cattedrale restituisce le spade all' Oberaiu Majore Amedeo Pireddu che gli consegna su stoccu . Ma nemmeno con il legno bianco la sorte cambia: nessuna stella per Mauro Secci e i suoi assistenti. Su Componidori torna in via Duomo e ricevuta sa pippia de maju benedice la folla. Non riesce sa remada , la corsa finale con il capocorsa che dovrebbe stare riverso sul cavallo con gli occhi al cielo. Mauro Secci si sdraia all'altezza della Curia, qualche metro ed è di nuovo su con Briosu al galoppo, poi sparisce dietro San Francesco. La corsa alla stella di San Giovanni va in archivio, il pensiero è già a domani per quella di San Giuseppe. Colori diversi, ma uguali emozioni. E oggi spazio alla Sartigliedda in via Duomo.

VALERIA PINNA
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