06 luglio 2008 alle 12:21aggiornato il 06 luglio 2008 alle 12:21
Gianni Cadinu: "Ero io,il carceriere di Cristina"
Dopo cinque anni dalla riapertura dell'inchiesta da parte della Procura di Cagliari sul sequestro dell'insegnante nuorese Cristina Berardi, saltano fuori tutti i segreti. Gianni Cadinu, il mamoiadino sospettato del rapimento della figlia del presidente degli industriali barbaricini, ucciso in un conflitto a fuoco con la polizia confessò di essere stato il carceriere della ragazza a un amico: "L'ho tenuta io". Dagli atti giudiziari emerge anche che Remo, il padre di Cristina, due anni dopo la liberazione delPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
I segreti del sequestro Berardi, rapita in Ogliastra nel 1987 saltano fuori dagli atti giudiziari dell’inchiesta riaperta dal Tribunale di Cagliari. Particolari inquietanti che raccontano l’inquietudine di quei giorni. Gianni Cadinu, originario di Mamoiada, era latitante quando a un amico confidò: “Cristina Berardi l’ho tenuta io e quando arrivò la polizia a liberarla, mi disse scappa”. Probabilmente Cadinu era Boboreddu, il bandito buono. E poi ci sono quei 150 milioni di lire (denaro dell’Impresar, l’azienda di famiglia) che Remo Berardi ha pagato due anni dopo ai Cadinu perché esasperato dagli attentati.
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