Gavino Zirattu è stato confermato alla guida di Anbi Sardegna, l’associazione che rappresenta e coordina i sette Consorzi di bonifica dell’Isola. Un voto unanime, arrivato nel corso dell’ultima assemblea alla presenza dei presidenti e dei direttori dei Consorzi, in una fase cruciale per l’agricoltura sarda.

La rielezione giunge in un momento particolarmente delicato, segnato da siccità ricorrenti, crescente rischio idrogeologico e dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Le recenti precipitazioni hanno migliorato il livello degli invasi, ma il presidente invita alla prudenza.

«La pioggia caduta in queste settimane rappresenta un segnale positivo per le nostre riserve idriche, ma non può essere scambiata per la soluzione definitiva di criticità strutturali che si trascinano da troppo tempo». Negli ultimi anni i Consorzi hanno affrontato emergenze straordinarie, sostenendo costi e responsabilità aggiuntive pur di garantire acqua alle campagne e continuità produttiva alle aziende agricole.

«Abbiamo operato ben oltre i nostri compiti formali - sottolinea Zirattu - assumendoci oneri che non sempre ci competevano, ma lo abbiamo fatto per senso del dovere verso il territorio e verso gli agricoltori». Il sistema dei Consorzi di bonifica della Sardegna, grazie a un lavoro corale e a una collaborazione costante tra i territori, ha ottenuto un importante riconoscimento anche a livello nazionale.

Gavino Zirattu è stato, infatti, nominato vicepresidente di Anbi nazionale: un attestato di stima e fiducia che premia non solo il suo impegno personale, ma l’azione condivisa e la dedizione dei sette presidenti dei Consorzi, quotidianamente impegnati a tutela delle campagne e delle comunità rurali dell’Isola. Per il nuovo mandato, il presidente individua quattro priorità strategiche.

Misurazione e trasparenza dei consumi. «Non è più rinviabile il completamento del piano dei contatori: parlare di gestione moderna dell’acqua senza una rilevazione puntuale dei volumi in ingresso e in uscita è semplicemente anacronistico».

Riduzione delle perdite di rete. «Oltre il 40% dell’acqua immessa nelle condotte si disperde prima di raggiungere le aziende. È una perdita che il sistema non può più permettersi».

Interconnessione degli invasi. Creare un sistema integrato e flessibile è fondamentale per fronteggiare l’irregolarità delle piogge. «Nel Nord Ovest la Nurra deve poter contare sia sul sistema del Coghinas sia su quello Temo–Cuga: solo un’infrastruttura interconnessa garantisce resilienza e stabilità produttiva».

Nuovi invasi e adeguamento delle opere esistenti. «Non dobbiamo temere la realizzazione di nuovi bacini dove vi siano sostenibilità e necessità. Le dighe hanno protetto la Sardegna dalla siccità e dal rischio idraulico; oggi però il clima è più estremo rispetto al passato e le infrastrutture vanno aggiornate e, dove serve, integrate».

I sette Consorzi, Sardegna Meridionale, Ogliastra, Oristanese, Sardegna Centrale, Nord Sardegna, Nurra e Gallura, gestiscono 200mila ettari di cui 60mila irrigati, una rete di quasi 12 mila chilometri di condotte, 110 vasche di accumulo e 106 impianti di sollevamento. Un presidio tecnico e territoriale che negli anni ha consolidato competenze nella gestione delle acque e nel rapporto diretto con il mondo agricolo.

Accanto agli interventi infrastrutturali, Zirattu rilancia la necessità di una revisione della Legge regionale 6 del 2008, con una ridefinizione chiara di ruoli e competenze. «La Sardegna deve affrontare con decisione il tema della governance dell’acqua - conclude il presidente di Anbi Sardegna - riconoscendo nei Consorzi una risorsa strategica pronta a mettere a disposizione professionalità, esperienza e conoscenza capillare del territorio».

Infine i compendi ittici. Ultimo tassello in ordine di tempo che i Consorzi di bonifica sono stati chiamati a rigenerare, attraverso progetti concreti, visione e presidio costante dei territori. Le lagune, ben 28, per un’estensione di 8.800 ettari, affidate alla loro cura: ambienti preziosi da dragare, manutenere, riportare in vita.

«Ci attendono anni di lavoro intenso e di scelte coraggiose - conclude il presidente di Anbi Sardegna - la sfida è garantire acqua, sicurezza idraulica e prospettive concrete alle nostre campagne. Senza una gestione moderna e lungimirante delle risorse idriche non può esserci agricoltura, e senza agricoltura le zone interne continueranno a spopolarsi. Il nostro impegno sarà totale: custodire ogni metro cubo d’acqua disponibile, programmare con visione e restituire centralità produttiva e sociale al mondo rurale sardo».

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