Nell’Area Marina Protetta di Capo Testa–Punta Falcone, sito pilota insieme a quelli di Minorca, Creta e Monfalcone, del progetto e partner associato del Progetto Interreg Euro-MED ARTEMIS, lo scorso autunno il team MEDSEA ha monitorato il trapianto di Posidonia oceanica realizzato la scorsa primavera su circa 200 m² di fondale, pari a circa 2.000 talee.

Il monitoraggio ha registrato una sopravvivenza superiore all’80%. Se da questo punto di vista il risultato è significativamente positivo, non si deve tuttavia dimenticare, come ha dichiarato Arnaud Terrisse, Project Lead di Plan Bleu e coordinatore del progetto, che «la Posidonia è una specie a crescita lenta: parliamo di misure di gestione che richiedono 10 o 20 anni». «Tuttavia – ha aggiunto – l’ambizione di ARTEMIS è dimostrare che il ripristino funziona: possiamo restaurare il danno e poi mettere in campo la gestione giusta per garantire il recupero nel lungo periodo».

Di questo e di altro si è discusso a Santa Teresa Gallura, presso l’Hotel La Cuntessa, durante una due giorni dedicata al progetto ARTEMIS, che ha rappresentato un importante confronto internazionale sul futuro delle praterie di Posidonia oceanica e sullo sviluppo dei Blue Credits. All’incontro hanno partecipato una trentina di professionisti provenienti da Spagna, Francia, Grecia e Bulgaria, oltre a rappresentanti della municipalità di Monfalcone, di ISPRA e del Governo delle Baleari.

Ad aprire i lavori sono stati il direttore dell’Area Marina Protetta di Capo Testa–Punta Falcone, Yuri Donno, che ha presieduto l’incontro, e la Fondazione MEDSEA, con i saluti istituzionali della presidente dell’AMP e sindaca di Santa Teresa Gallura, Nadia Matta. Donno ha sottolineato l’impegno di un’area marina protetta giovane, ma determinata nel proteggere una prateria minacciata da pressioni evidenti, prima fra tutte la nautica da diporto.

Nel corso del meeting sono stati presentati due studi attualmente in corso: Il primo riguarda la quantificazione dei servizi ecosistemici forniti dalle praterie di Posidonia, ovvero i benefici che questi ecosistemi garantiscono alla società: dalla capacità di sequestrare e stoccare carbonio (carbon sequestration), contribuendo alla mitigazione del cambiamento climatico, alla protezione della biodiversità marina, fino alla stabilizzazione dei fondali e alla riduzione dell’erosione costiera. Il secondo studio analizza lo stato di salute attuale delle praterie nei siti pilota, elemento essenziale per poter misurare nel tempo l’efficacia delle azioni di ripristino.

Dal progetto e dal confronto scientifico è emerso che il ripristino della Posidonia oceanica è possibile e misurabile, sebbene richieda tempi lunghi. Parallelamente, si stanno sviluppando metodologie per valutare i servizi ecosistemici delle praterie, in particolare il sequestro del carbonio e il contributo alla biodiversità. In questo contesto, ARTEMIS pone le basi per la costruzione di un quadro credibile di Blue Credits, con l’obiettivo di attrarre investimenti pubblici e privati nella tutela e nel ripristino degli ecosistemi marini.

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