Fino a 6.500 imbarcazioni contemporaneamente tra l’Arcipelago della Maddalena e la costa palaese, a fronte di una capacità stimata di circa 2.500 presenze al giorno. È il dato con cui il Comitato “Amici di Talmone e Cala di Trana” denuncia la forte pressione esercitata dal turismo nautico sulle praterie di Posidonia oceanica.

Il problema principale è rappresentato dagli ancoraggi. Ancore e catene possono infatti strappare fasci e rizomi di una pianta marina che cresce molto lentamente e svolge un ruolo essenziale per l’ecosistema: produce ossigeno, sequestra carbonio, protegge le coste dall’erosione e offre rifugio a pesci e crostacei.

Secondo il Comitato, l’estate 2026 ha mostrato con chiarezza la necessità di introdurre maggiori controlli, sanzioni più pesanti e una regolamentazione più efficace del turismo nautico. Alla tutela dei fondali si aggiunge anche il tema della sicurezza dei bagnanti, con diverse situazioni di rischio registrate durante la stagione. Già nel 2023 il Comitato aveva chiesto agli enti competenti l’installazione di boe di delimitazione nel tratto tra Talmone e Porto Cuncato. Nel comunicato viene ricordato anche il caso di uno yacht, i cui ospiti nel 2024 occuparono la spiaggia di Talmone con gommoni, strutture e attrezzature per una festa privata. Le sanzioni applicate furono giudicate, comunque in base alla normativa vigente,  poco efficaci come deterrente. Il confronto viene fatto con la Francia, dove le violazioni degli ancoraggi sulla Posidonia possono comportare multe fino a 150 mila euro, oltre a limitazioni della navigazione e richieste di risarcimento per danno ambientale.

Per la prossima stagione il Comitato chiede anche la posa di un cavo tarozzato a protezione del Posidonieto di Talmone-Porto Cuncato. Prosegue intanto la campagna “La Posidonia è vita”, con un nuovo snorkeling guidato previsto il 4 settembre alle 10 sulla spiaggia di Talmone.

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