Causa di lavoro contro Gianluca Vacchi, la Corte: «È l’imprenditore che deve essere risarcito»
Proposta a sorpresa dei giudici di Bologna: l’ex collaboratore Pietro Oliva dovrà decidere se versare 200mila euro a "Mr. Enjoy" dopo oltre 15 anni di collaborazione finiti in tribunalePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Decisione a sorpresa nella causa di lavoro che vede contrapposti a Bologna l’imprenditore (dj e influencer) Gianluca Vacchi e il suo ex factotum di San Pantaleo, Pietro Oliva. Si tratta del procedimento scaturito, insieme al fascicolo penale aperto a Tempio, dalla dura contrapposizione tra Mr. Enjoy e la persona che per anni è stata il braccio operativo dell’imprenditore.
La Corte d’Appello di Bologna (il procedimento civile è al secondo grado di giudizio) ha formulato una proposta per la chiusura anticipata della causa di lavoro. L’accordo suggerito dai giudici prevede che Pietro OIiva versi nelle casse di Vacchi circa 200mila euro. La causa è stata promossa da Oliva che chiede di essere pagato dal suo ex datore di lavoro per ferie e permessi non goduti e diritti maturati in oltre 15 anni di lavoro in tutto il mondo. Pietro OIiva, infatti, sino alla rottura dei rapporti con Vacchi, lo seguiva ovunque per tutte le attività legate ai viaggi all’estero e alla gestione quotidiana degli immobili. Oliva (sotto processo a Tempio per presunti ammanchi nei conti di “Mr. Enjoy”) dovrà decidere se accettare una proposta che di fatto lo vede, non solo soccombente nella causa che aveva promosso, ma tenuto al risarcimento. La proposta di transazione è emersa anche nel corso dell’ultima udienza del processo penale celebrato a Tempio per la presunta appropriazione indebita contestata a Oliva. Vacchi è assistito dall’avvocato Gino Bottiglioni, Oliva dagli avvocati Domenico Putzolu e Maria Caterina Pisano.
