Un provvedimento calato dall’alto che rischia di avere ricadute pesanti sulla gestione quotidiana delle scuole e, di riflesso, sulla qualità dell’offerta formativa. È questa, in sintesi, la posizione dell’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Arzachena, Michele Occhioni, all’indomani dell’approvazione del nuovo piano di dimensionamento scolastico da parte del commissario governativo.

Il provvedimento prevede l’accorpamento dell’Istituto Comprensivo 1 e dell’Istituto Comprensivo 2, entrambi operanti sul territorio comunale ma articolati in una rete complessa di plessi distribuiti tra Arzachena, Abbiadori, Cannigione e Porto Cervo.

Una frammentazione territoriale che, secondo Occhioni, rende la decisione particolarmente critica. «Parliamo di scuole collocate in centri abitati diversi, con esigenze organizzative specifiche – sottolinea l’assessore –. Affidare tutto a un unico dirigente significa complicare enormemente la gestione».

Con l’accorpamento, il nuovo istituto supererà le 1.100 unità tra alunni e personale, un numero che, a giudizio dell’amministrazione comunale, rischia di compromettere l’efficacia delle risposte organizzative e didattiche.

«È evidente – prosegue Occhioni – che un carico di questa portata diventa un problema concreto per la governance scolastica, soprattutto in un territorio vasto e articolato come il nostro». Da qui la netta presa di distanza dalla scelta del commissario: «Tagliare e accorpare non è la soluzione alle difficoltà del sistema scolastico – conclude l’assessore –. Al contrario, si rischia di indebolire presìdi educativi fondamentali per le nostre comunità e per il futuro dei ragazzi».

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