Non rinunciare al mare, ma smettere di considerarlo l’unica ragione del viaggio. È questa la svolta sulla quale Arzachena prova a costruire il proprio turismo dei prossimi anni. Il Piano Outdoor Coast 2030, già avviato attraverso il confronto con gli operatori tornato al centro dell’attenzione durante Estate in Fiore, disegna una destinazione capace di vivere oltre luglio e agosto, collegando spiagge, granito, sentieri, borghi ed entroterra.

Il punto di partenza è il passaggio dal turismo esclusivamente balneare a quello “costiero”: la spiaggia non più come unico motivo del soggiorno, ma come una delle esperienze possibili. Un modello che dovrebbe funzionare anche con tempo variabile e soprattutto in primavera e autunno, portando presenze e ricadute economiche anche lontano dalla linea di costa. È la stessa impostazione indicata dal Comune, che lega esplicitamente l’Outdoor alla destagionalizzazione e alla costruzione di un’offerta fruibile durante tutto l’anno. Il Piano, frutto del percorso iniziato nel 2022 con l’Arzachena Tourism Network, individua una serie di direttrici: mobilità e hub di servizio, ciclabilità, escursionismo, attività sulla roccia e outdoor acquatico, affiancate dalla gestione dei percorsi, dalla formazione degli operatori e dal marketing.

La rete dovrebbe avere due punti di riferimento ad Arzachena e Cannigione. Nel capoluogo l’area individuata è quella di Tanca di Lu Palu-Parco XVIII Novembre, alle spalle del municipio, destinata nelle previsioni a diventare un Outdoor Hub collegato ai diversi itinerari e ai sistemi di mobilità.

Sul fronte della bicicletta l’obiettivo è creare una rete capace di connettere centro urbano, Cannigione e località costiere, valorizzando anche tracciati esistenti attraverso manutenzione e segnaletica. Il Comune aveva già annunciato la ricerca di finanziamenti per il collegamento ciclabile Baja Sardinia-Porto Cervo.

Più articolato il capitolo escursionismo: dalle passeggiate costiere ai percorsi nell’area di Monte Jogliu, Monte Tondu, Punta Maltinu e Monte Moro. Vengono ipotizzate anche percorsi avventura, aree per il climbing e una via ferrata nell’area di Poltu Quatu. Si tratta, è bene precisarlo, di proposte e direttrici contenute nella pianificazione, non di opere tutte già finanziate o cantierate.

Sul mare entrano invece kayak e Sup, con servizi leggeri, punti di accesso e assistenza pensati soprattutto per i mesi di spalla. Ed è proprio qui che si misura l’ambizione del progetto: trasformare Arzachena da destinazione legata soprattutto alla stagione balneare in un territorio da percorrere e vivere per molti più mesi l’anno.

La sfida al 2030, dunque, non è sostituire la Costa Smeralda e le sue spiagge, ma allargare il prodotto turistico: fare dell’intero territorio, dalla costa al granito dell’interno, un’unica destinazione outdoor.

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