L'approvazione di un bilancio di solito non entra nella storia, ma nel suo piccolo il voto sulla manovra 2010 si farà ricordare. Per la prima volta nel ventunesimo secolo, la Regione rispetta i tempi e si dota di una Finanziaria entro dicembre. Non accadeva dal '99, ultimo bilancio della Giunta di Federico Palomba. Da allora, per due intere legislature, è sempre stato necessario l'esercizio provvisorio, con conseguenze negative sull'efficacia delle risorse stanziate.

Il voto di ieri del Consiglio regionale (40 sì, 15 no) ha dato il via libera a una manovra leggera, concreta, secondo la maggioranza; leggera e basta, per l'opposizione. Ma le dichiarazioni di voto finali in aula, se da un lato hanno certificato la distanza tra i poli nei giudizi di merito, dall'altro hanno regalato toni di insolito fair play. Col centrodestra, a partire dall'assessore al Bilancio Giorgio La Spisa, pronto a riconoscere «il clima di confronto civile» con la minoranza.

LE CIFRE L'entità della manovra supera di poco i 9 miliardi e 600 milioni di euro, di cui circa 7,8 miliardi di risorse utilizzabili. Al di là delle spese consolidate, la reale massa manovrabile aggiuntiva rispetto al passato è di 300 milioni di euro: 50 vanno al credito d'imposta, una delle principali novità. Andrà a vantaggio delle imprese fino a 15 dipendenti (con un risparmio medio di 1.250 euro per addetto) che si impegnano a non fare licenziamenti nel 2010.

Le restanti risorse vanno alla riforma dell'istruzione e della formazione professionale (50 milioni), alle infrastrutture e allo sviluppo delle attività produttive (100), agli interventi di contrasto delle emergenze sociali (90) e alla ricerca scientifica (10).

IL NODO Il punto più criticato è stato il fondo unico per gli enti locali: 600 milioni di cui 528 ai Comuni e 72 alle Province. Secondo sindaci e presidenti, e anche secondo il centrosinistra, non è stato rispettato l'automatismo di legge che, di fronte alle maggiori entrate frutto dell'intesa con lo Stato del 2006, doveva portare più risorse agli enti. Per questo motivo l'Anci Sardegna (l'associazione dei Comuni) ha diffuso ieri un duro documento, approvato all'unanimità, che esprime un giudizio molto negativo sulla manovra.

Tra le modifiche apportate nei giorni scorsi dal Consiglio rispetto al testo varato dalla Giunta, da segnalare l'integrazione fino a 800 euro mensili del reddito dei lavoratori ultracinquantenni che hanno perso l'impiego; e la creazione del terzo polo universitario, quello della Sardegna centrale, che unisce i consorzi di Oristano e Nuoro. Qualche correzione anche al bilancio, tra cui 700mila euro per la valorizzazione della lingua sarda (con trasmissioni radiofoniche e l'Atlante linguistico) stanziati grazie all'approvazione di un emendamento del Psd'Az.

L'OPPOSIZIONE Nelle dichiarazioni di voto finali il Pd ha accusato la maggioranza di non aver manifestato reale disponibilità al dialogo: «Avete sprecato un'ottima occasione per un confronto che avrebbe migliorato la legge», ha esordito Giuseppe Cuccu. «Se continuate così, altro che collaborazione», gli ha fatto eco Francesca Barracciu, vicepresidente della commissione Bilancio. «Varate una manovra che è solo frettolosa, poco coraggiosa», ha concluso il capogruppo Mario Bruno. Duri anche Gianvalerio Sanna, Marco Espa, Pietro Cocco, Giampaolo Diana.

Per i Comunisti-Sinistra-Rossomori, il capogruppo Luciano Uras ha definito «leggera, troppo leggera» la Finanziaria, mentre per Claudia Zuncheddu «lavorando con noi avreste ottenuto un prodotto migliore». Il capogruppo dell'Italia dei valori Adriano Salis ha sottolineato «l'assenza totale dall'aula del presidente Cappellacci: mai vista una simile sottovalutazione del Consiglio».

LA MAGGIORANZA La replica del Pdl è arrivata con gli elogi alla manovra (e alla Giunta) di Carlo Sanjust, Pietro Pittalis («ci sono reali misure di contrasto alla povertà»), Nicola Rassu («nel piano di sviluppo ci sono novità storiche»), Renato Lai, Oscar Cherchi. «Senza toni trionfalistici - ha concluso il capogruppo Mario Diana - possiamo dire che è davvero una svolta».

«Rispetto al passato, questa è una Finanziaria di qualità», ha osservato per il gruppo misto Franco Cuccureddu, esponente dell'Mpa. Pierpaolo Vargiu, capogruppo dei Riformatori, ha dato parte dei meriti del nuovo sprint legislativo «all'opposizione, che aveva gli strumenti per ritardare di molto l'approvazione e non l'ha fatto: un buon viatico per la legislatura». D'accordo con lui il capogruppo Udc Roberto Capelli, che nel confermare il voto favorevole annunciato dal collega Giulio Steri ha parlato di «nuovo clima civile, da replicare nel futuro confronto sulle riforme».

Toni simili dall'assessore La Spisa: che però, oltre a ringraziare la minoranza, ha ricordato come all'origine della velocità della manovra 2010 ci sia un record assoluto, ossia l'approvazione in Giunta entro il 30 settembre. «Abbiamo proposto un metodo nuovo», è la sua conclusione, «un risultato di valenza storica perché ripristina l'ordinarietà. Ora la Sardegna potrà programmare meglio il proprio futuro».

GIUSEPPE MELONI
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