Finalmente Samugheo riabbraccia RossellaFelicità e lacrime: "Non ci avete lasciato soli"
Un'emozionatissima Rossella Urru si è affacciata ieri sera alle 21,18 dal Municipio di Samugheo per ringraziare le centinaia di persone accorse in paese per festeggiare il ritorno della cooperante dopo 270 giorni di prigionia. "Grazie a tutti per non averci lasciato soli ed esservi battuti per il nostro ritorno". Queste le prime parole di Rossella ai suoi compaesani. Spazio anche a un ricordo per tutti i volontari ancora in mano ai rapitori e per tutti i popoli sofferenti dell'Africa.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
"Durante tutti questi mesi di prigionia - ha aggiunto la Urru - io non sapevo di essere così seguita in Italia e per questo vi ringrazio, soprattutto a nome dei miei genitori che non sono stati mai lasciati soli".
"Nessuno si dimentichi delle persone che non sono potute tornare vive e di quelle che sono ancora prigioniere", ha proseguito parlando alla folla che ha scandito le sue parole con continui applausi e suoni di vuvuzela. La cooperante, che ha confermato di voler tornare in Africa, ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché "tutti i popoli oppressi che vivono quotidianamente nella sofferenza non vengano ricordati soltanto in occasione dei sequestri o delle successive liberazioni, bisogna intervenire prima che la violenza diventi l'unica scelta". Da Rossella un pensiero al siciliano Giovanni Loporto, rapito in Pakistan lo scorso gennaio e unico italiano in mano ai sequestratori.
LA FESTA - A Samugheo il 'banditore' a bordo di un camioncino, dotato di microfono e altoparlante, invita a gran voce tutta la cittadinanza a scendere in piazza. I cittadini fino all'ultimo sono rimasti incollati davanti alla tv e a internet per le dirette sul ritorno in terra sarda della volontaria. Striscioni con scritto "bentornata" e migliaia di palloncini sono già pronti. Il viaggio da Cagliari a Samugheo dura circa un'ora e mezza e il tragitto è seguito chilometro dopo chilometro come una staffetta dagli organizzatori della festa per Rossella. E' stato allestito anche un microfono sul balconcino del comune di Samugheo da dove si presume Rossella possa salutare la sua città.
LA PARTENZA DA FIUMICINO - "Ringrazio tutti. Sono stanca e ho voglia di andare a casa per festeggiare". Così Rossella Urru appena atterrata all'aeroporto di Cagliari Elmas con un volo partito da Roma. A Samugheo, paese natale di Rossella Urru, momenti concitati di mobilitazione generale dopo la notizia dell'avvenuta partenza da Cagliari dove la cooperante.
"Volevo solo ringraziare tutta l'isola e le persone, le associazioni e le istituzioni che sono state vicine alla mia famiglia", ha detto ancora Rossella. Per lei un vero e proprio bagno di folla che in un momento l' ha anche spaventata costringendo le forze dell'ordine a farla rientrare in una sala dell'aeroporto. Poi di nuovo fuori a ricevere il calore dei suoi concittadini arrivati a Cagliari da Samugheo. Quindi la partenza alla volta della sua città, in provincia di Oristano. Ad accogliere la cooperante anche la presidente del Consiglio Regionale, Claudia Lombardo.
ACCOGLIENZA - Sono circa duecento le persone che hanno atteso Rossella Urru all'aeroporto di Cagliari Elmas. La cooperante liberata lo scorso mercoledì e tenuta sotto sequestro per nove mesi, a breve sarà di nuovo sulla sua isola per poi raggiungere il suo paese natale, Samugheo, in provincia di Oristano. In prima fila all'aeroporto, le amiche con palloncini e striscione mentre la banda 'Giuseppe Verdì è pronta a suonare.
"Il giorno della liberazione è stato il più bello ma anche il più impegnativo perché non immaginavo che in Italia ci fosse tutta questa gente mobilitata per me", mentre il più brutto "è stato quello del sequestro". Lo ha detto Rossella Urru lasciando la Farnesina . Stamattina è stata interrogata per tre ore in Procura, a Roma. Poi alle 13 ha incontrato il capo dello Stato Giorgio Napolitano.
STANCA MA FELICE - "Sono molto stanca e non vedo l'ora di tornare nella mia isola". Così Rossella Urru parlando con i giornalisti al termine di un suo colloquio alla Farnesina con il capo dell'unità di crisi Claudio Taffuri e il segretario generale Michele Valensise. La cooperante italiana ha ringraziato "lo Stato, il ministero degli Esteri, la Cooperazione, l'unità di crisi e tutte le persone che hanno contribuito alla mia liberazione, e poi il popolo sardo che mi è stato molto vicino e tutti gli italiani la cui solidarietà mi ha aiutato a distanza".
"La cooperazione è importante anche se è molto rischiosa e lavorare in certi posti si sta facendo molto difficile, ma io ci credo e spero di poter continuare a farlo", ha aggiunto la cooperante sarda liberata l'altro ieri in Mali dopo una prigionia lunga nove mesi.
"E' stato un piacere conoscere una persona così fantastica". Aggiunge Rossella Urru ai giornalisti ha raccontato il suo incontro stamani al Quirinale con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. "E' stato vicino alla mia famiglia".
INCONTRO CON NAPOLITANO - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa mattina al Quirinale Rossella Urru, cooperante del Comitato Internazionale per lo Sviluppo dei Popoli (CISP), accompagnata dai familiari. Hanno partecipato all'incontro il Ministro degli Affari Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata, e il Capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, Claudio Taffuri. Lo rende noto un comunicato del Quirinale.
Intorno alle 10 Rossella è stata ascoltata negli uffici del procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo. Vestita con un lungo abito verde e marrone è arrivata a piazzale Clodio accompagnata da uomini dei carabinieri del Ros. Non ha rilasciato dichiarazioni. Sulla vicenda la Procura di Roma aveva aperto un fascicolo di indagine ipotizzando il reato di sequestro a scopo di terrorismo. Il colloquio in Procura a Roma, tra Rossella Urru e i pm, è durato tre ore. La cooperante ha ricostruito le varie fasi del sequestro affermando di aver spesso cambiato luogo di detenzione. Ha spiegato agli inquirenti di aver compiuto "lunghi trasferimenti a piedi ma di non poter descrivere i luoghi" e le persone che l'hanno tenuta in ostaggio. Nel suo racconto ha, inoltre, affermato di "aver visto delle armi, specie nella prima fase del sequestro", ma non le sono mai state puntate contro: "sono stata trattata bene", ha ribadito. Durante la prigionia per alcuni periodi è stata in compagnia degli altri colleghi spagnoli, liberati anche loro mercoledì.
IL RIENTRO NELL'ISOLA - Rossella tornerà in Sardegna in serata. Giunta ieri sera a Ciampino dal Burkina Faso, è attesa all'aeroporto di Cagliari Elmas dopo le 18. In auto con i genitori raggiungerà quindi il suo paese natale, Samugheo, in provincia di Oristano, dove l'intera comunità sta preparando per Rossella un'accoglienza "memorabile".
L'ARRIVO IN ITALIA - "Grazie a tutti, sto bene e sono felicissima di essere tornata a casa. Finalmente è finita". Dopo nove mesi di prigionia nel deserto africano, Rossella Urru è arrivata in Italia. Camicia bianca, pantaloni neri, capelli lunghissimi e lisci, Rossella è scesa poco dopo le 21 dalle scalette dell'aereo. Sorridente e un po' spaesata, ha abbracciato subito i genitori Marisa e Graziano ed i fratelli Fausto e Mauro. Dopo il saluto di Monti, che nell'ottobre dello scorso anno, quando la donna è stata rapita, non era ancora presidente del Consiglio. "Bentornata", le ha detto, sottolineando la "forza straordinaria" dei familiari; l'Italia "ha manifestato tanto affetto per lei, come tutti gli organi dello Stato che voglio ringraziare per essersi prodigati per una persona che ha dedicato la vita al mondo della cooperazione. Anche la comunità di Sant'Egidio è stata di grande aiuto". Poi è stata la cooperante a parlare, ringraziando "tutti quelli che hanno lavorato per la mia liberazione. Finalmente è finita. Mi hanno trattato bene, quello della cooperazione è un lavoro difficile e rischioso, ma spero di tornare presto in Africa".
La lunga giornata di Rossella è iniziata nel Mali, dove è stata liberata insieme a due cittadini spagnoli. I tre sono quindi stati trasferiti in mattinata in Burkina Faso. "Un grazie enorme al Burkina Faso per la nostra liberazione", ha detto Urru alla stampa locale. I mediatori del Paese africano sembra infatti abbiano avuto un ruolo importante per la soluzione della vicenda. La libertà dei tre ostaggi, secondo voci della mediazione, sarebbe stata scambiata con quella di tre estremisti islamici detenuti in Niger ed in Mauritania. Dalla capitale Ouagadougou, il volo di ritorno in Italia, accompagnata dal capo dell'unità di crisi della Farnesina, Claudio Taffuri, che era sul posto per seguire la fase che ha preceduto la liberazione. Prima di salire sull'aereo Rossella ha salutato al telefono i genitori Marisa e Graziano assicurando loro di stare bene e di essere, nonostante tutto, serena. La cooperante sarda ha parlato anche con il ministro degli Esteri, Giulio Terzi. "Una grande emozione", ha scritto il capo della Farnesina su Twitter.
CAPPELLACCI - "E' un'emozione grandissima e indimenticabile e soprattutto tra i suoi cari. Un'immagine che resterà per sempre nel cuore del nostro popolo. La gioia della famiglia di Rossella, finalmente riunita, è la gioia di tutti i sardi". Così il governatore Cappellacci ha commentato il ritorno della volontaria al suo arrivo a Ciampino.