Ex Queen, 300 lavoratori nel drammada tre mesi non ricevono le indennità
La ex Queen sull'orlo del baratro. Martedì il tribunale potrebbe decidere il fallimento. I lavoratori intanto non percepiscono le indennitàIl vento del fallimento sul calzificio Queen, attualmente in mano alla Ft.Calze. Martedì prossimo, infatti, il tribunale di Oristano deciderà se accogliere o no il concordato preventivo.
Un tentativo di dare ai creditori meno delle somme spettanti, consentendo invece di pagare quelle dovute alle banche con le quali la società Queen (Gruppo Real) aveva contratto dei mutui e prestiti. È improbabile che i creditori accettino queste condizioni, ma sarà il giudice e decidere. La decisione, tuttavia, potrebbe slittare per consentire invece a Ft.Calze di presentare il piano industriale per il quale la Regione e la Sfirs hanno dato trenta giorni di tempo, quindi per la fine di aprile.
Situazione che sta mettendo in apprensione i 190 dipendenti, in cassa integrazione da oltre un anno. Nonostante tutto, la Sfirs intende lanciare un salvagente proponendo con un prestito partecipativo.
Per i lavoratori intanto pesa fortemente la situazione legata alla cassa integrazione e pesa soprattutto per i 70 lavoratori messi in mobilità due anni fa. Tutti da quattro mesi non percepiscono nessuna indennità. Secondo i sindacati, il nuovo patto tra la Regione e l'Inps ha soltanto ritardato l'erogazione delle competenze per tutti questi lavoratori, compresi i settanta cassintegrati della Cartonsarda di Ottana, la fabbrica chiusa ormai da un anno e mezzo e la cui ripresa dell'attività produttiva appare sempre più improbabile.
Tutti i cassintegrati e quelli in mobilità, di fatto, da dicembre dello scorso anno non percepiscono nessun compenso. La protesta colpisce anche il sindacato. «Abbiamo fatto tutto ciò che si doveva are - dice Jose Mattana della Cgil - la responsabilità a questo punto è solo della Regione e dell'Inps che devono snellire i tempi. Sembrano non capire che questi lavoratori attendono quell'assegno per sopravvivere.»
Dello stesso avviso Tommaso Canu della Cisl: «Non possiamo essere noi il bersaglio delle proteste anche se la situazione è davvero drammatica. Ora in questa situazione ci sono i lavoratori Queen e Cartonsarda, a maggio temiamo che stessa sorte toccherà a quelli della Legler».
Anche la Uil, con Franceschino Spanu, sollecita la Regione e la Sfirs a compiere i passi necessari affinché vengano eliminati i contrattempi. Nessuno in questi giorni dorme sonni tranquilli. Anche se martedì prossimo il Tribunale di Oristano dovesse decidere un rinvio per accogliere o meno il concordato preventivo della società Queen, resta un'incognita la posizione di Ft.Calze. Occorre vedere se è in grado di superare le difficoltà e presentare un piano di rilancio a fine aprile che possa essere gradito alla Sfirs e ai sindacati.
FRANCESCO OGGIANU