Domenica di libertà e riposo per Rossella UrruIl mare, dopo il bagno di folla, deve attendere
Dopo il tour de force dei giorni scorsi ieri è stato un giorno di assoluto riposo per Rossella Urru e i suoi familiari. Dopo le poche dichiarazioni, si è di nuovo barricata in casa dove ha continuato comunque a ricevere visite di parenti e amici stretti. Giornata di pausa anche per il paese. Il bagno di folla di venerdì notte, poco meno di tremila persone in piazza a festeggiare il ritorno di Rossella, ha provato un po' tutti e i prossimi festeggiamenti sono ancora da definire nei particolari.Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Niente mare oggi per Rossella Urru. La voglia è grande, come ha detto ieri lei stessa parlando per la prima volta liberamente con alcuni giornalisti. Ma la giornata non è stata ideale per i bagni di sole e le nuotate e poi è ancora troppo presto per affrontare gli inevitabili assalti della gente che in questi lunghi nove mesi ha trepidato per la sua sorte e ora sarebbe felice di poterle stringere la mano e abbracciarla. Prima domenica da persona nuovamente libera dunque al riparo dalla curiosità della gente fra le mura della casa dei genitori a Samugheo dove, comunque, è continuata anche oggi la processione di parenti e amici. Una breve passeggiata, però, raccontano in paese, se l'è comunque concessa per andare lei a far visita a una zia che per motivi di salute non può uscire da casa. Intanto i genitori Graziano e Marisa ed i fratelli Fausto e Mario hanno affidato al sito www.rossellaurru.it il "grido per la liberazione di Rossella, Enric e Ainhoa che non poteva più essere trattenuto". Un grido, hanno scritto, "che deve potersi elevare al cielo e poi sedimentarsi e colmare con gioia il vuoto che la loro assenza aveva scavato". Come famiglia, recita il messaggio firmato anche da Rossella, "ci sentiamo in debito con tantissime persone" perché "non si superano da soli tanti mesi, tanti affanni". Un ringraziamento speciale Rossella e i familiari lo riservano al sindaco di Samugheo, Antonello Demelas, al parroco don Alessandro Floris, e a tutti gli amici, i comitati spontanei per la sua liberazione, la comunità samughese, la Sardegna nel suo insieme e l'Italia, "per essersi stretti attorno a noi sin da subito. Il loro delicato abbraccio ci ha consentito di sopportare la tragedia senza vacillare, nella certezza di esser sorretti da tanta generosità e fiducia". Graziano, Marisa, Rossella, Fausto e Mauro, inoltre, abbracciano "con dolore quanti non hanno avuto la fortuna di festeggiare il rientro a casa dei propri cari, e con speranza quanti aspettano ancora quel momento. Sappiate di non essere soli, mai".
I FESTEGGIAMENTI - Se ne parlerà probabilmente il prossimo fine settimana. Per sabato 28 è annunciata, intanto, anche la solenne messa di ringraziamento alla presenza dell'arcivescovo di Oristano, mons. Ignazio Sanna, nella chiesa parrocchiale intitolata a San Sebastiano dove non si era mai smesso di pregare per la liberazione della giovane rapita.
PRIMA NOTTE - Prima notte nella sua casa, a Samugheo per Rossella Urru, la cooperante liberata lo scorso 18 luglio dopo nove mesi in mano ai sequestratori, giunta nel suo paese natale venerdì sera, poco dopo le 21, e salutata da una folla di 2mila, forse 3mila persone. La sua abitazione è come 'blindata'. A centellinare le visite ieri mattina il padre Graziano. La porta in via Brigata Sassari si apre solo per i parenti e gli amici più stretti.
NOVE MESI DIFFICILI - "Sono stati nove mesi difficili e certo che ho avuto paura ma stanotte, finalmente, ho potuto dormire in un letto comodo e risvegliarmi felice". Rossella Urru si concede per pochi minuti ai giornalisti che 'assediano' l'uscio della sua casa a Samugheo, dove è giunta ieri sera. "Ora non vedo l'ora di riposarmi nel mio mare e di stare tra la mia gente", prosegue mentre già il padre Graziano la prende per il braccio invitandola a rientrare.
Poco dopo le 10 è arrivato anche il sindaco, Antonello Demelas, con la moglie e i figli. Intanto il paese si prepara alla grande festa di stasera. Ancora musica e balli in piazza e poi, dicono ma senza confermare, la grande tavolata per le vie del paese. Per le vie tracce evidenti dell'affetto del paese. "Ciao Rò, ti vogliamo bene, era ora di tornare, ora devi invitare da bere", c'è scritto a caratteri cubitali sull'asfalto. L'arrivo a casa poco prima delle 23, scortata e guardata a vista da Polizia e Carabinieri. Oggi le forze dell'ordine non ci sono più mentre continuano ad arrivare parenti e amici.
CITTADINANZA ONORARIA - "Rossella è stata molto felice quando le ho detto che la cittadinanza onoraria a lei è un riconoscimento al coraggio di tutte le donne e a tutto il mondo del volontariato". Così il sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci, che ha parlato al telefono con Rossella Urru, la cooperante sarda di Samugheo liberata dopo un rapimento di mesi.
EMOZIONE E LACRIME - Un'emozionatissima Rossella Urru si è affacciata ieri sera alle 21,18 dal Municipio di Samugheo per ringraziare le centinaia di persone accorse in paese per festeggiare il ritorno della cooperante dopo 270 giorni di prigionia. "Grazie a tutti per non averci lasciato soli ed esservi battuti per il nostro ritorno". Queste le prime parole di Rossella ai suoi compaesani. Spazio anche a un ricordo per tutti i volontari ancora in mano ai rapitori e per tutti i popoli sofferenti dell'Africa.
"Durante tutti questi mesi di prigionia - ha aggiunto la Urru - io non sapevo di essere così seguita in Italia e per questo vi ringrazio, soprattutto a nome dei miei genitori che non sono stati mai lasciati soli".
"Nessuno si dimentichi delle persone che non sono potute tornare vive e di quelle che sono ancora prigioniere", ha proseguito parlando alla folla che ha scandito le sue parole con continui applausi e suoni di vuvuzela. La cooperante, che ha confermato di voler tornare in Africa, ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché "tutti i popoli oppressi che vivono quotidianamente nella sofferenza non vengano ricordati soltanto in occasione dei sequestri o delle successive liberazioni, bisogna intervenire prima che la violenza diventi l'unica scelta". Da Rossella un pensiero al siciliano Giovanni Loporto, rapito in Pakistan lo scorso gennaio e unico italiano in mano ai sequestratori.
LA FESTA - A Samugheo il 'banditore' a bordo di un camioncino, dotato di microfono e altoparlante, invita a gran voce tutta la cittadinanza a scendere in piazza. I cittadini fino all'ultimo sono rimasti incollati davanti alla tv e a internet per le dirette sul ritorno in terra sarda della volontaria. Striscioni con scritto "bentornata" e migliaia di palloncini sono già pronti. Il viaggio da Cagliari a Samugheo dura circa un'ora e mezza e il tragitto è seguito chilometro dopo chilometro come una staffetta dagli organizzatori della festa per Rossella. E' stato allestito anche un microfono sul balconcino del comune di Samugheo da dove si presume Rossella possa salutare la sua città.
LA PARTENZA DA FIUMICINO - "Ringrazio tutti. Sono stanca e ho voglia di andare a casa per festeggiare". Così Rossella Urru appena atterrata all'aeroporto di Cagliari Elmas con un volo partito da Roma. A Samugheo, paese natale di Rossella Urru, momenti concitati di mobilitazione generale dopo la notizia dell'avvenuta partenza da Cagliari dove la cooperante.
"Volevo solo ringraziare tutta l'isola e le persone, le associazioni e le istituzioni che sono state vicine alla mia famiglia", ha detto ancora Rossella. Per lei un vero e proprio bagno di folla che in un momento l' ha anche spaventata costringendo le forze dell'ordine a farla rientrare in una sala dell'aeroporto. Poi di nuovo fuori a ricevere il calore dei suoi concittadini arrivati a Cagliari da Samugheo. Quindi la partenza alla volta della sua città, in provincia di Oristano. Ad accogliere la cooperante anche la presidente del Consiglio Regionale, Claudia Lombardo.
ACCOGLIENZA - Sono state circa duecento le persone che hanno atteso Rossella Urru all'aeroporto di Cagliari Elmas. La cooperante liberata lo scorso mercoledì e tenuta sotto sequestro per nove mesi, a breve sarà di nuovo sulla sua isola per poi raggiungere il suo paese natale, Samugheo, in provincia di Oristano. In prima fila all'aeroporto, le amiche con palloncini e striscione mentre la banda 'Giuseppe Verdi' è pronta a suonare.
"Il giorno della liberazione è stato il più bello ma anche il più impegnativo perché non immaginavo che in Italia ci fosse tutta questa gente mobilitata per me", mentre il più brutto "è stato quello del sequestro". Lo ha detto Rossella Urru lasciando la Farnesina . Stamattina è stata interrogata per tre ore in Procura, a Roma. Poi alle 13 ha incontrato il capo dello Stato Giorgio Napolitano.