La bomba ecologica comincia a esplodere. L'allarme inquinamento nelle campagne oristanesi diventa sempre più preoccupante, ma intanto saltano fuori i nomi dei responsabili. A Paulilatino gli agenti della Polizia stradale hanno sorpreso gli operai di una ditta di Santulussurgiu mentre nascondevano sotto terra un carico di rifiuti altamente pericolosi. E a Nuraxinieddu, ieri mattina, gli agenti del Corpo forestale hanno sequestrato una grande discarica dove era ammassata gran parte dell'immondezza raccolta dagli operai incaricati dal Comune di Oristano di bonificare le campagne intorno alla città nell'ambito del progetto “Sardegna fatti bella”.

PAULILATINO L'operazione, nella zona artigianale di Paulilatino, è scattata martedì sera, intorno alle 22. Gli uomini della Polstrada di Oristano hanno notato una ruspa e un camion che lavoravano al buio: gli agenti si sono avvicinati e hanno scoperto che gli operai (dipendenti di una ditta che si occupa di raccolta di rifiuti) stavano sotterrando un carico di diverse tonnellate di materiali pericolosi. Batterie di auto, gomme e ferraglie di ogni dimensione. L'operazione era quasi terminata, ma i poliziotti hanno bloccato tutto: il camion e la ruspa sono stati sequestrati e tre persone sono state denunciate per discarica abusiva e trasporto non autorizzato di rifiuti. Sotto accusa, oltre agli operai sorpresi, anche il titolare del terreno dove venivano nascoste le gomme e le batterie: agli agenti ha riferito di aver autorizzato lo scarico, ma di non sapere che si trattasse di materiali pericolosi. Ora le indagini proseguono per verificare se nella zona artigianale di Paulilatino si nasconda una grande discarica sotterranea e se esista un traffico illecito di rifiuti.

NURAXINIEDDU L'obiettivo del progetto “Sardegna fatti bella” era quello di ripulire la periferia di città e paesi e ritirare i rifiuti ai bordi delle strade. A Nuraxinieddu però il risultato è stato diverso: gran parte dell'immondezza che gli operai hanno raccolto è stata depositata sul ciglio di una stradina e ha formato una gigantesca discarica. Abusiva e altamente pericolosa. Ieri mattina gli agenti del Corpo forestale hanno sequestrato l'area e nei prossimi giorni iscriveranno qualche nome sul registro degli indagati. «Dalle prime verifiche sembra che tutta l'immondezza dovesse essere ritirata al termine dei lavori - spiega il commissario capo Salvatore Marras - Invece è rimasto tutto qui e molti cittadini hanno approfittato della situazione e hanno scaricato altri materiali». Nel giro di qualche mese la discarica è diventata enorme: trecento metri quadri per centocinquanta metri cubi di immondezza. Lavatrici, sedili di vecchie auto, sedie, reti metalliche, batterie, lattine, bottiglie di birra, un forno e un ferro da stiro, gli scaffali di un negozio di ferramenta, ma anche calcinacci, ammortizzatori e barattoli di vernice. «La presenza di rifiuti pericolosi rischia di essere dannosa per le falde acquifere che alimentano i pozzi della zona - aggiunge il commissario capo Salvatore Marras - In più potrebbero contaminare l'acqua del canale che attraversa i campi e arriva nello stagno di Cabras». Ora dunque gli agenti della Forestale dovranno accertare quale tra le ditte incaricate dal Comune di Oristano della bonifica delle campagne si occupasse della raccolta dei rifiuti tra Nuraxinieddu e Donigala. E a quel punto partiranno gli avvisi di garanzia.

NICOLA PINNA
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