La Regione impugnerà al Tar e in via incidentale alla Corte Costituzionale tutti gli atti relativi al trasferimento dei detenuti 41 bis in Sardegna. Lo ha annunciato la governatrice Alessandra Todde, questo pomeriggio a margine della conferenza stampa sulla vertenza Bekaert.

«Abbiamo chiesto un accesso agli atti il 4 agosto, sono decorsi 30 giorni e nessuno ha risposto, perché l'importanza della risposta e della leale collaborazione probabilmente non vengono presi in considerazione, e quindi in mancanza di questo noi impugneremo».

È furiosa Todde per le modalità in cui è avvenuto il trasferimento: «Noi non siamo stati informati. Non siamo stati coinvolti, nessuno si è seduto al tavolo con noi, non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione scritta e neanche una telefonata di cortesia. Quello che vogliamo far capire a questo governo è che non vogliamo essere trattati come cittadini di serie B, e come la Cayenna d'Italia, vogliamo essere trattati come una regione tra tutte le altre. Abbiamo combattuto per l'insularità per riuscire ad avere un contesto di non discriminazione e adesso siamo stati discriminati».

«Abbiamo sempre chiesto collaborazione, perché il punto fondamentale non è ospitare la nostra parte di 41 bis, la Sardegna l'ha sempre fatto»,  ha sottolineato la presidente della Regione, «il punto fondamentale è ospitarne una grande maggioranza e soprattutto gli impatti che questo ha sulla nostra sanità, sulla nostra economia».

Per l'aspetto sanitario Todde stima un impatto di circa 15 milioni per i detenuti trasferiti a Uta. A questo punto non c'è spazio di manovra: «Io mi rifiuto di incontrare il ministro (della Giustizia Carlo Nordio, ndr), l'ho incontrato un anno fa e mi è stato detto in pubblico, davanti a tutti, che lui avrebbe condiviso le scelte con noi, invece non ha condiviso un accidente. Perciò io non voglio essere presa per i fondelli. Io rappresento tutti, per cui un ministro che mi ha preso in giro non si merita che io gli chieda altri incontri, si merita che vada in Corte Costituzionale e che impugni gli atti». 

(Unioneonline)

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