12 dicembre 2008 alle 19:18aggiornato il 12 dicembre 2008 alle 19:18
Confindustria:"Il sistema sardo è in ginocchio"
Il presidente della Confindustria Sardegna, Massimo Putzu, lancia l'allarme sulla situazione economica dell'Isola: "L'aggravarsi della situazione dei poli industriali di Porto Torres, Portovesme e Assemini, le difficoltà di Ottana, il mancato sviluppo di Oristano sono segni evidenti del diffondersi della crisi che rischia di mettere in ginocchio l'intero sistema economico regionale, colpendo non solo le grandi imprese, ma il tessuto di piccoli e medi imprenditori che, direttamente e indirettamente, sono adPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
"L'aggravarsi della situazione dei poli industriali di Porto Torres, Portovesme e Assemini, le difficoltà di Ottana, il mancato sviluppo di Oristano, sono segni evidenti del diffondersi della crisi che, in Sardegna, rischia di mettere in ginocchio l'intero sistema economico regionale, colpendo non solo le grandi imprese, ma il tessuto di piccoli e medi imprenditori che, direttamente e indirettamente, sono ad esse collegate". Lo sottolinea con preoccupazione il presidente di Confindustria Sardegna, Massimo Putzu. "Ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti coloro che hanno a cuore il futuro della nostra regione, affinchè si guardi all'eccezionalità di questa crisi non come motivo di divisione o recriminazione, ma come occasione di unità e condivisione". "Non ci troviamo di fronte ad eventi inattesi. Già da luglio è stato chiaro che la crisi internazionale avrebbe colpito duramente anche l'Italia. Le imprese hanno dovuto fare immediatamente i conti con ordinativi in calo, costo del denaro in aumento e accesso al credito sempre più difficile", osserva Putzu. "Il sistema sardo rischia di rimanere stritolato, soprattutto qualora non vengano fatti tutti gli sforzi, a tutti i livelli, e da parte di tutti, per sostenere il sistema economico e sociale per il biennio 2009-2010. Siamo in grandissima difficoltà e abbiamo l'impressione che intorno a noi si stiano sottovalutando i segnali negativi". "Per quanto riguarda Porto Torres, Assemini e Portovesme si tratta di aprire immediatamente dei tavoli nazionali di confronto istituzionale tra Governo, Regione, imprese e sindacati per verificare gli interventi necessari ad assicurare il mantenimento delle attuali produzioni", suggerisce il presidente degli industriali sardi. "A livello regionale va assicurato il positivo completamento della programmazione comunitaria e l'avvio degli impegni e della spesa di quella 2007-2013. Si deve inoltre intervenire urgentemente per sbloccare la spesa dei fondi regionali e accelerare i pagamenti della pubblica amministrazione regionale e locale dovuti alle imprese, anche prevedendo l'introduzione di misure legislative straordinarie. E'inaccettabile il progressivo espandersi dei tempi di pagamento che sono diventati assolutamente incompatibili con il mantenimento dell'attività d'impresa e che in un periodo di crisi rischiano di strangolare le nostre aziende".
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