Le piogge persistenti delle ultime settimane rischiano di portare, oltre ai danni e alle forti perdite già registrate nelle colture in pieno campo, anche una possibile infrazione comunitaria, con la restituzione dei fondi Ue già ricevuti negli ultimi quattro anni dalle aziende, per il mancato rispetto degli impegni assunti dagli agricoltori con la misura della Difesa del suolo, prevista dalle azioni della Politica agricola comune (Pac).

L'allarme arriva dal presidente di Confagricoltura Cagliari, Alessandro Abis, che si appella alla Regione affinché si adoperi quanto prima con Bruxelles per spiegare come le precipitazioni hanno impedito alle imprese di onorare gli impegni condivisi.

«Con le campagne ancora sommerse e inzuppate d'acqua, oltre ad aver registrato gravi perdite causate dall'asfissia radicale delle colture e dall'impossibilità di poter entrare nei campi per raccogliere il poco prodotto non ancora andato a male»,  afferma Abis, «non siamo neanche riusciti a portare a termine le semine per la prossima stagione primaverile ed estiva. Questa mancata lavorazione, che ha bloccato la rotazione colturale delle superfici, non ci permetterà di produrre, in particolare i cereali, e soprattutto farà venir meno gli impegni che molti agricoltori hanno preso con la misura della Difesa del suolo. Fango e condizioni delle superfici agricole ora ingestibili con i mezzi meccanici faranno saltare quindi l'impegno sulle rotazioni colturali che dobbiamo assicurare con la Difesa del suolo in un arco di sei anni».

Oltre al danno causato dalla mancata produzione, prosegue Abis, «rischiamo perciò di incorrere in un'infrazione comunitaria che porterebbe la Commissione europea a richiedere agli agricoltori la restituzione dei finanziamenti già erogati (ora siamo al quinto anno del provvedimento), per non aver rispettato il ciclo temporale dell'impegno. La situazione che ha investito il sud Sardegna ha creato le maggiori criticità sulle pianure che dal medio Campidano arrivano alle porte di Cagliari. Ma condizioni simili sono purtroppo registrate in altre aree della Sardegna: dalla Nurra al Logudoro, dalle Baronie all'Oristanese, passando per il Sulcis e la fascia costiera dell'Ogliastra. In questo quadro gravissimo in cui versa il comparto isolano si rende indispensabile convocare un incontro con l'assessore dell'Agricoltura, Francesco Agus, e con i vertici delle agenzie agricole regionali, così da programmare in tempi rapidi un'azione politica di mediazione tra la Regione e la Commissione europea», conclude il presidente di Confagricoltura Cagliari.

(Unioneonline)

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