Taglio delle liste d’attesa? Le aziende: «Metà dei pazienti non risponde e tanti rifiutano le nuove date per le visite»
A dicembre l’annuncio del programma per la riduzione dei tempi per gli esami al Brotzu e alla Asl di Cagliari. Ma non tutto sembra aver funzionato per il meglioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La metà dei pazienti contattati non ha risposto alle chiamate. E tra chi lo ha fatto, tanti – fino al 78% – non hanno accettato il ricollocamento della visita. Qualcosa si è mosso, ma non sembra florido il bilancio del programma del taglio delle liste d’attesa annunciato a dicembre dalla Regione. Un piano che al Brotzu doveva passare da esami effettuati anche nel fine settimana e nei festivi, mentre alla Asl di Cagliari si era deciso di procedere con una caterva di telefonate per occupare tutti gli spazi rimasti liberi per le più svariate ragioni. A sentire le aziende, un (bel) po’ di “colpa” sarebbe dell’utenza. Ma forse non tutto ha proceduto come annunciato.
Il Brotzu
Dall’Arnas Brotzu, nei giorni scorsi, è stato fatto sapere che «i dati risultano realmente significativi solo se valutati su un arco temporale adeguato, indicativamente non inferiore ai tre mesi dall’avvio delle attività».
Nella prima decade di febbraio (con programma varato a dicembre, ndr) risultava «realizzato un primo intervento della durata di quattro settimane, concluso nel mese di dicembre, che ha coinvolto sia le specialità chirurgiche che quelle ambulatoriali».
L’elemento considerato «più rilevante» sarebbero le cosiddette “liste sporche”. Come quella della struttura complessa di Ematologia: «A fronte di una lista d’attesa iniziale di circa 700 pazienti, ne sono stati contattati 190 per anticipare la visita. Di questi, solo 64 hanno accettato l’anticipo. Dei restanti 126 pazienti, circa la metà non ha risposto ai contatti telefonici, mentre l’altra metà ha preferito mantenere l’appuntamento originariamente programmato».
Secondo l’Arnas «questo dato evidenzia come una parte consistente delle liste non corrisponda a un bisogno immediato o attuale di prestazioni e come sia necessario procedere a una bonifica e aggiornamento delle liste stesse».
La Asl di Cagliari
Alla Asl un bilancio è stato stilato all’inizio del mese e evidenzierebbe «un significativo miglioramento nel tasso di occupazione delle agende, la maggio parte delle quali hanno raggiunto un tasso di occupazione del 100%».
Un'altra area di analisi riguarda l'attività del call center: «L'andamento delle telefonate gestite ha superato le previsioni iniziali concordate tra Asl e Covisian. In media, il call center elabora circa 500 telefonate al giorno, eccedendo quindi la previsione di 450». Dall’azienda sanitaria sottolineano: «È importante notare che oltre il 42% dei pazienti risulta irraggiungibile. Nell'ambito degli utenti che si riesce a contattare circa il 78% rifiuta il riposizionamento proposto, il ricollocamento è accettato dal 22%. In caso di mancata risposta al primo contatto del call center, il 50% degli utenti si è attivato per contattare nuovamente la struttura: questa strategia ha consentito di ottenere un riposizionamento nel 23% dei casi. Nel complesso sono stati ricollocati quasi 1900 utenti».
Questa situazione, a fronte delle 2200 ore assegnate in totale per il ricollocamento, «ha determinato un incremento evidente nel volume di lavoro».
